sabato 18 gennaio 2014

Roma, donna travolta e uccisa all’alba Il pirata si costituisce in commissariato

La 56 enne sarebbe morta tra le 4 e le 5 del mattino. Per almeno un’ora e mezzo il corpo sarebbe rimasto in strada senza che nessuno lo segnalasse

Il corpo straziato è rimasto in strada oltre un’ora prima che qualcuno se ne accorgesse. Su un piccolo cartone bagnato dall’umidità della notte la scritta «Ho fame, ho bisogno di mangiare». Un ultimo, drammatico appello di una pensionata di 56 anni, originaria dell’Aquila, travolta ed uccisa all’alba di oggi alla periferia di Roma da un’auto pirata. Chi era alla guida ha tirato dritto, è scappato senza preoccuparsi di quel corpo rimasto inerme a terra, massacrato dal violento impatto. Solo nel primo pomeriggio ha deciso di costituirsi alla polizia, mentre i vigili urbani cominciavano a stringere il cerchio sull’uomo, un operaio italiano denunciato per omissione di soccorso ed omicidio colposo. 

Sono da poco passate le 6 quando un autista dell’Atac in servizio nella zona di Vigne Nuove, al Salario, si accorge del corpo della donna steso sull’asfalto. Sul cadavere sono evidenti i segni dello scontro, avvenuto probabilmente ad alta velocità, tanto che i vigili urbani intervenuti sul posto hanno ritrovato una gamba all’interno del giardino di un istituto scolastico. 

Il medico legale ha accertato che la donna sarebbe morta tra le 4 e le 5 del mattino, almeno un’ora prima della segnalazione dell’autista. Il corpo è rimasto sull’asfalto, complice anche l’oscurità. Questa mattina era coperto da un lenzuolo bianco, accanto ai cassonetti dell’immondizia, con gli oggetti personali volati lontano insieme ai frammenti dell’auto pirata. 

Proprio da quel che restava di un fanale gli agenti della municipale sono riusciti immediatamente a risalire al tipo di auto. L’analisi delle immagini delle telecamere della zona e il racconto di alcuni testimoni hanno poi contribuito alle indagini, che hanno subito la svolta decisiva con l’ammissione dell’uomo, costituitosi nel primo pomeriggio in un commissariato di polizia della Capitale. 

La pensionata, con qualche problema mentale, era piuttosto conosciuta nel quartiere, dove ogni giorno girovagava in cerca di qualche spicciolo. Portava con sé sempre un cartoncino per chiedere l’elemosina. Di tanto in tanto si appoggiava a casa della sorella, sempre nel quartiere a nord di Roma. «Sono sotto shock - racconta la familiare con un nodo in gola -, non posso credere a quello che è successo». 
 
FONTE: lastampa.it

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