sabato 22 dicembre 2012

Caso Marò, il rientro di Latorre e Girone: "Finalmente respiriamo l'aria di casa"



Dopo 10 mesi i due sottufficiali del Reggimento San Marco sono tornati in Italia, accolti all'aeroporto di Ciampino dal Capo di Stato Maggiore della Marina, e dai parenti. Nel pomeriggio al Colle da Napolitano. Terzi: "Importante che sulla loro vicenda non ci siano strumentalizzazioni in chiave interna. Ma non ci spero"


Il volo verso casa è finito a mezzogiorno e quarantotto. Quando l'Airbus A319 con a bordo i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone è atterrato in Italia poco dopo l'orario previsto. Ripartiranno fra due settimane, dopo la licenza per le vacanze di Nataleconcessa dall'India sotto cauzione. Quindici giorni di pausa prima di tornare a Kochi, dove si trovano da dieci mesi e dove li attende un processo di fronte all'Alta Corte del Kerala per omicidio. 

"Sono molto emozionato faccio fatica a rendermi conto", ha detto Latorre parlando lentamente (VIDEO) appena sceso dall'aereo. Le sue sono state parole di ringraziamento per le istituzioni, per il presidente della Repubblica. Frasi pensate a lungo, sperate. "Il capo dello Stato ha accolto le nostre famiglie per dar loro forza e coraggio. La stessa forza e coraggio che è stata trasmessa a noi per andare avanti", ha detto, poi si è scusato ripetutamente. "Finalmente respiriamo l'aria di casa. Faccio fatica a rendermene conto.. Grazie, scusate..", ha concluso troppo emozionato per continuare. 

Salvatore Girone è stato più veloce, diretto, entusiasta. "Grazie a tutti quelli che ci hanno permesso di tornare. Grazie agli italiani, che ci sono stati vicini", ha dichiarato con un tono di voce sicuro, rapido. "L'abbiamo sempre detto, siamo fiduciosi, lo siamo stati e lo siamo ancora oggi e possiamo dire di avere una grande gioia perché l'Italia, il governo e le istituzioni e anche quelle indiane, ci hanno dato il permesso e la fiducia per passare il Natale in Italia con i nostri cari. Il governo ci è sempre stato vicino, ringraziamo il presidente della Repubblica e il popolo italiano. Grazie a tutti", ha concluso scendendodal piccolo palco allestito nello scalo romano.

I due sottufficiali del Reggimento San Marco sono stati accolti all'aeroporto di Ciampino dal Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Luigi Binelli, dal ministro degli Esteri Giulio Terzi, e della Difesa Giampaolo Di Paola. I parenti sono saliti sull'aereo prima di tutti per abbracciarli. Il premier dimissionario Mario Monti ha telefonato e ribadito l'impegno del governo per una definitiva soluzione del caso. Ora i due marò sono attesi nel primo pomeriggio al Colle dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Torneranno in Puglia solo questa sera, con un altro volo. Il loro natale inizierà dopo gli incontri ufficiali, dopo le dichiarazioni, le strette di mano, gli auguri, dopo le domande.

L'Italia ha aspettato "con ansia" il loro ritorno. Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, si è impegnato "personalmente" per riportarli a casa ma ha anche dovuto dare "garanzie" a Delhi per rispettare le decisioni delle autorità. "Ho preso un impegno personale per riportarli a casa per le feste natlizie - ha detto Terzi - ma anche per rispettare le decisioni delle autorità con una lettera di garanzie che ho inviato al collega indiano Salman Khurshid". Terzi ha definito tutto l'episodio dei due lagunari trattenuti da 10 mesi in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori - "paradossale dall'inizio alla fine". "I marò - ha detto - sono caduti in una trappola e non è spiegabile che siano stati catturati con la forza". "Non si ha idea - ha proseguito - delle difficoltà che abbiamo incontrato nonostante ci sia stata una mobilitazione internazionale con interventi diplomatici diretti dell'Unione europea e dei paesi che hanno influenza in India. E' importante - ha concluso Terzi - che adesso su questa vicenda non ci siano le consuete strumentalizzazioni in chiave interna. Ma non ci spero".

"Ringraziamo il popolo italiano che ci è stato vicino", ha detto la signora Franca Latorre, sorella del primo maresciallo Massimiliano. "Vogliamo condividere con l'Italia questo sospirato momento di felicità che possiamo vivere grazie alle istituzioni italiane e indiane". "Abbiamo il cuore in festa, un grandissimo grazie alle istituzioni al governo italiano e indiano che ci hanno dato la possibilità di incontrarci in festa bella come il natale", ha aggiunto il padre di Salvatore Girone, Michele.

Ma in Kerala, India, sono preoccupati. Prima della loro partenza all'aeroporto di Kochi ci sono state proteste (VIDEO). I manifestanti hanno lanciato slogan ostili ai marò "responsabili" di aver ucciso due pescatori indiani e mostrato bandiere nere. E oggi le prime pagine dei giornali locali segnalano le voci di dissenso di sindacati e movimenti, contrari all'autorizzazione di licenza concessa dall'Alta Corte. The Hindu, che dedica ai marò una spalla della prima, segnala all'interno che due dei principali sindacati del Kerala, il Citu e l'Aituc, hanno pesantemente criticato il governo locale, che non si sarebbe opposto in modo sufficientemente vigoroso all'autorizzazione all'espatrio, rinunciando perfino a fare ricorso all'ordinanza della Corte.

The Indian Express, che ha in prima una fotonotizia con l'immagine di Latorre e Girone, all'interno riferisce di due differenti iniziative di protesta da parte degli attivisti della Federazione democratica della gioventù dell'India (Dyfi) a Kollam davanti al tribunale, oltre che all'aeroporto di Kochi. Alcuni degli attivisti, conclude il giornale, sono stati arrestati per essersi rifiutati di allontanarsi nel quartiere di Kalamassery a Kochi. Il 'chief minister' dello Stato indiano del Kerala, Oommen Chandy, ha sostenuto oggi che "spetta al governo centrale di New Delhi" garantire il ritorno di Latorre e Girone. "Quando la richiesta di una licenza per Natale per i due è stata presentata - ha sostenuto - ci siamo subito espressi in modo fortemente contrario. Ora spetta al governo centrale fare in modo che i due ritornino. Prendo atto che il governo italiano si è impegnato in questo senso".

FONTE: repubblica.it

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