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lunedì 6 luglio 2015

Grecia, le banche non riaprono: limite su prelievi Tsipras a Merkel: domani le nostre proposte

 
L’ex ministro Varoufakis, a destra, e il suo sostituto Euclid Tsakalotos (Reuters)
 
Varoufakis lascia: al suo posto Tsakalotos. Stasera la Cancelliera da Hollande, martedì l’Eurogruppo. Borse europee a picco, Milano chiude a -4%.
 
Il popolo greco ha detto no al referendum e ora si apre una settimana decisiva per il futuro del Paese. All’alba il ministro delle Finanze Varoufakis ha annunciato le dimissioni “per facilitare l’intesa” con i creditori. Al suo posto Euclid Tsakalotos. Tutte le Borse sono sprofondate. Milano ha chiuso la giornata cedendo il -4%. In serata è previsto un vertice Merkel-Hollande, domani l’Eurogruppo. Questi i risultati definitivi diffusi dal ministero dell’Interno di Atene: i no sono stati il 61,31%, i sì al 38,69%. Hanno partecipato al voto 6.161.140 cittadini, pari al 62,5% degli aventi diritto. 
 
 
 
 
19.50 - MERKEL: “PORTA RESTA APERTA, ASPETTIAMO PROPOSTE GRECIA”  
Le condizioni per aprire nuovi negoziati con la Grecia «non ci sono ancora. Aspettiamo proposte precise da parte del premier greco», ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel all’Eliseo, aggiungendo che la «porta resta aperta». 
 
19.43 - HOLLANDE: “TSIPRAS FACCIA PROPOSTE SERIE”  
«La porta è aperta alle trattative. Ora spetta a Tsipras fare proposte serie e credibili» affinché la Grecia resti nella zona euro: lo ha detto il presidente francese Hollande al fianco della cancelliera Angela Merkel all’Eliseo. «Prendiamo atto del risultato e rispettiamo il voto dei greci perché l’Europa è la democrazia», ha aggiunto. 
 
19.14 - GLI USA: “SERVE COMPROMESSO, ATENE RESTI IN EURO”  
«Nonostante le differenze, c’è un interesse collettivo a un compromesso, un pacchetto di riforme e crescita, che consenta alla Grecia di restare nell’area euro», ha commentato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest.  
 
19.00 - SCHAUBLE: “ASPETTIAMO PROPOSTA CONCRETA DA ATENE”  
Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble e il suo omologo francese Michel Sapin aspettano dalla Grecia una proposta concreta. Lo hanno detto al termine di un incontro con il ministro delle Finanze polacco Mateusz Szczurek a Varsavia, nell’ambito del cosiddetto Triangolo di Weimar, alleanza che riunisce Polonia, Germania e Francia con l’obiettivo di promuovere la cooperazione e stringere i legami.  
 
17.40 - CROLLA LA BORSA DI MILANO: CHIUDE A -4,03%  
Il no del referendum greco innesca una nuova seduta di vendite sulle Borse del Vecchio Continente, con Milano maglia nera (depressa dalle banche) che chiude sui minimi di giornata -4,03%, sui livelli di cinque mesi ma.  
 
 
17.23 - VAROUFAKIS: “ANDRA’ TUTTO BENE, NON PREOCCUPATEVI”  
«Andrà tutto bene. Non preoccupatevi». È l’incoraggiamento ai greci dell’ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis dopo le dimissioni presentate questa mattina. In sella alla sua moto insieme alla moglie per le strade di Atene, Varoufakis è stato fermato ad un semaforo da una troupe del Tg3 e un cronista dell’ANSA. 
 
FONTE: lastampa.it

venerdì 25 aprile 2014

La crisi affossa l'artigianato: perse 75mila imprese


I dati eleborati dalla Cgia dicono che negli ultimi cinque anni hanno chiuso i battenti 75.500 artigiani: di queste poco meno di 12mila operavano nel nord est. I settori più colpiti sono stati le costruzioni e i trasporti



Se nel primo trimestre di quest'anno si registra qualche timido segnale di ripresa, la situazione maturata in questi ultimi cinque anni di crisi economica è stata drammatica: l'Italia ha perso 75.500 imprese artigiane. Di queste, poco meno di 12.000 operavano nel "ricco" nord est. I numeri, dice la Cgia di Mestre, fotografano "una situazione pesantissima che consente di dire che l'artigianato è stato il comparto più colpito dalla recessione che si è abbattuta in questi anni nel Paese". Le costruzioni, i trasporti e il manifatturiero (metalmeccanica, tessile, abbigliamento e calzature) sono stati i settori che hanno segnato le performance più negative.

"Drastica riduzione dei consumi delle famiglie, forte aumento sia delle tasse sia del peso della burocrazia e la restrizione del credito - segnala Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - sono tra le cause che hanno costretto moltissimi artigiani a gettare la spugna. Non potendo contare su nessun ammortizzatore sociale, dopo la chiusura dell'attività moltissimi artigiani non hanno trovato nessun altro impiego e sono andati ad ingrossare il numero dei senza lavoro, portandosi appresso i debiti accumulati in questi anni e un futuro tutto da inventare".

FONTE: repubblica.it