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sabato 15 febbraio 2014

LE FIAMME NON CONCEDONO IL BIS CONTRO IL ROVIGO ED ESCONO SCONFITTE DAL “GELSOMINI”



                                          (Foto: Flavia Conforti dal sito delle FF.OO.)

Presutti: “Troppi errori da parte nostra, ma la differenza tecnica tra le due squadre c’è e si vede. Dobbiamo sfruttare lo stop del campionato per ricaricare le batterie e farci trovare pronti per i prossimi impegni”

IL COMMENTO
Roma – Le Fiamme Oro non bissano il successo del trofeo Eccellenza e lasciano cinque punti al Rovigo che vola in classifica a quota 50. Un successo, quello dei polesani, maturato nella prima frazione di gioco, durante la quale i ragazzi di Frati e De Rossi riescono a mettere a segno ben tre mete, mantenendo salde nelle mani le redini del gioco. Dal canto loro le Fiamme, a fronte di un primo tempo quasi incolore e quasi sempre costrette nella propria metà campo, durante la seconda frazione di gioco riescono ad uscire e a costruire azioni anche di ottima fattura. Ma i troppi errori commessi e la differenza tecnica, alla fine dei giochi hanno permesso ai Bersaglieri di avere la meglio.
“Non sono scontento della nostra prestazione – ha dichiarato coach Pasquale Presutti – anche se abbiamo commesso troppi errori che, una squadra come il Rovigo, non ti perdona. La differenza tra i due team c’è e si vede, come, d’altronde, si vedono anche i nostri progressi. Ora dobbiamo sfruttare al massimo la settimana di stop per ricaricare le batterie e farci trovare pronti alle sfide che ci attendono in campionato”.
Il prossimo impegno, dopo una settimana di riposo per il match della Nazionale nel Sei Nazioni con la Scozia, vedrà il XV della Polizia di Stato far visita, sabato 1° marzo, ai Campioni d’Italia del Mogliano.

LA CRONACA
È l’azzurro Mauro Bergamasco ad aprire le marcature al 2’ con un piazzato: 0-3. Al 14’ sono ancora gli ospiti ad andare a segno, sempre dalla piazzola, con Basson che fa 0 a 6. Sono i Bersaglieri a mantenere il pallino del gioco e al 17’ vanno in meta con Ferro che sfrutta una delle tante indecisioni della difesa cremisi. La trasformazione di Bergamasco porta il punteggio sullo 0 a 13. Le Fiamme provano a rialzare la testa prima al 21’, con un piazzato di Benetti che, però, non centra i pali e poi al 24’, sempre con il numero 9 cremisi, che fa tutto da solo e mette a segno i primi cinque punti per i padroni di casa: 5-13. Ma il Rovigo sembra aver imparato la lezione e, due minuti dopo, con la meta di Mountariol allunga ancora il divario portandosi sul 5 a 18. Gli ultimi minuti del primo tempo sono tutti di marca rossoblu: al 35’ Basson centra l’acca dalla piazzola per il 5 a 21 e, al 39’, Ferro va di nuovo in meta chiudendo la prima frazione sul 5 a 26.
Le Fiamme, dopo il riposo, rientrano in campo con maggior determinazione ed iniziano a macinare gioco. Al 9’ e al 16’, Nicola Benetti centra i pali dalla piazzola, portando i padroni di casa sull’11 a 26. La pressione del Rovigo cresce e le Fiamme sono costrette per più di una volta nei propri 22. Una pressione che porta i suoi frutti al 27’ quando Ngawini raccoglie un pallone perso dai cremisi e vola a segnare la meta bonus dell’11 a 33. Le Fiamme cercano di sfondare la linea dei Bersaglieri, ma spesso vanno ad impattare contro la solida difesa rossoblu. Al 34’ ci prova l’ex, Andrea Bacchetti, con una corsa palla in mano di più di 40 metri, ma viene fermato a ridosso della linea di meta. Un minuto dopo è un altro rodigino delle Fiamme a salire agli onori delle cronache: Marcello De Gaspari, sul lato sinistro del campo, rompe un placcaggio e vola oltre la linea di meta. La trasformazione di Luca Calandro porta lo score sul 18 a 33 per gli ospiti, punteggio con cui si chiude il match.

IL TABELLINO
12^ Giornata Campionato di Eccellenza
Roma, Caserma “S. Gelsomini” – Domenica 15 febbraio 2014, ore 15.00
Fiamme Oro Rugby v Vea Femi-CZ Rugby Rovigo Delta 18-33 (p.t. 5-26)

Marcatori: 2’ cp Bergamasco (0-3), 14’ cp Basson (0-6), 17’ m Ferro tr Bergamasco (0-13), 24’ m Benetti (5-15), 26’ m Mountariol (5-18), 35 cp Basson (5-21), 39’ m Ferro (5-26)
Secondo tempo: 49’ cp Benetti (8-26), 56’ cp Benetti (11-26), 67’ m Ngawini tr Bergamasco (11-33), 75’ m De Gaspari tr Calandro (18-33)

Fiamme Oro Rugby : Barion, De Gaspari, Massaro, Forcucci (49’ Sapuppo), Bacchetti, Canna (69’ Calandro), Benetti (69’ Marinaro), Amenta, Balsemin (42’ Marazzi), Zitelli (69’ Perrone), Sutto, Mammana, Pettinari (42’ Di Stefano), Cerqua, Naka (49’ Cocivera)
A disp.: Moscarda
All.: Pasquale Presutti

Vea Femi-CZ Rugby Rovigo Delta: Basson, Ragusi, Bergamasco, Mc Cann (42’ Van Niekerk), Ngawini, Rodriguez (77’ Fratini), Frati (79’ Calabrese), De Marchi (69’ Maran), Lubian, Ruffolo (52’ Folla), Mountariol, Ferro, Pozzi (69’ Balboni), Mahoney (79’ Gatto), Quaglio (77’ Borsi)
All.: Filippo Frati – Andrea De Rossi

Arbitro: Rizzo (Piacenza)
g.dl.: Colantonio (Roma)
4° uomo: Romani (Roma)
Man of the match: Luke Mahoney (Rovigo)
Calciatori: Fiamme Oro: Benetti 2/4 (cp 2/3 tr 0/1). Rovigo: Bergamasco 3/5 (cp 1/1, tr 2/4) Basson 2/3 (cp 2/3)
Note: 800 spettatori, man of the match premiato dal Capo della Polizia, prefetto Alessandro Pansa
Punti conquistati in classifica: Fiamme Oro Rugby 0, Rugby Rovigo Delta 5


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Cristiano Morabito
Responsabile ufficio stampa Fiamme Oro Rugby
tel 3313731101 - 3339321622
skype: cristiano_morabito
twitter: @crismorabito

lunedì 4 febbraio 2013

Bella e cattiva, l’Italia spezza la Francia


Due mete capolavoro, i placcaggi di Venditti e la provocazione di Parisse

L'Italia che gioca a rugby, attacca e batte i migliori non è più utopia. L'Italia che impone le sue qualità, il suo coraggio, che non si arrende ma risponde sempre senza abbassare la testa e che vince è apparsa ieri a 60 mila testimoni increduli. L'Italia che Jacques Brunel aveva promesso un anno fa esiste. È bella, cattiva e fa i miracoli. Ribattere la Francia 23-18 con due mete che sono piccole opere d'arte, ribatterla a distanza di due anni senza se e senza ma perché era la prima partita del Sei Nazioni e i galli erano tutt'altro che distratti, demotivati, vale tanto, tantissimo.
Forse è stata la vittoria più importante, più preziosa del rugby tricolore, di sicuro è stata una dimostrazione di consapevolezza e abilità che forse solo loro, gli azzurri, si aspettavano e che di certo non si attendevano i francesi, disperati, le mani nei capelli quando Venditti piazzava l'ultimo placcaggio su Fall, lo trascinava fuori dal campo e chiudeva le ostilità. «Tante volte abbiamo giocato bene, ma alla fine vincevano gli altri - spiega Sergio Parisse, il capitano che, appena segnata la prima meta, ha messo l'indice davanti alla bocca, rivolto ai francesi: silenzio, prendetevi questa -. Quante volte ho detto, abbiamo detto, prima di una partita: domani possiamo vincere. Pochi ci prendevano sul serio, qualcuno sorrideva. Da oggi, magari, sarà diverso. In fondo non siamo tanto male, no?».
No, non è male per niente questa Italia che aggredisce la partita con una furia insospettabile, che controlla la palla per cinque minuti filati e colpisce con Parisse dopo una magnifica intuizione di Orquera. Non è male per niente questa Italia perfetta per i primi 25 minuti. Che concede una meta a Picamoles ma raccoglie punti ogni volta che entra nella metà campo avversaria (drop e piazzato di Orquera). È indistruttibile questa Italia che va sotto nel finale del primo tempo, per un calcio di Michalak e la meta di Fall. È quello il momento più difficile, il momento dei dubbi.
Gli azzurri hanno tenuto ritmi folli, all'improvviso sembrano svuotati. E sembra che l'utopia debba rimanere tale anche questa volta, perché la Francia si impadronisce della palla e dell'inerzia, allunga con un'altra punizione e sul 13-18 comincia a respirare, convinta di avercela fatta.
Ma questa è un'altra Italia. Entra Gori per Botes e il ritmo si rialza, i placcaggi tornano feroci, la storia della partita ricomincia daccapo. A 25 minuti dalla fine, Venditti recupera un pallone nei 22 azzurri e non calcia, comincia a correre.
Poi tocca a Parisse bruciare altri metri, poi è il turno di Gori e, a ridosso della linea francese, a 80 metri dal primo scatto di Venditti, Orquera mette il pallone tra le mani a Castrogiovanni, che spiana l'ultima barriera. Un minuto dopo il drop di Burton, poi è resistenza. Fino all'ultima mischia, quando Cittadini dice a Zanni prima di abbassare la testa: «Niente scherzi, qui si fa l'Italia o si muore». Fino all'ultimo placcaggio. Per un giorno la Francia siamo noi. Chapeau, monsieur Brunel.