Il cantiere è aperto. Dopo le parole di Matteo Renzi sulla necessità di «ridurre le fasce fiscali», che in Italia sono cinque, tra Tesoro e Palazzo Chigi si inizia a ragionare sui meccanismi per abbassare l’Irpef. L’intenzione, dopo il bonus di 80 euro destinato ai redditi più bassi, è quella di concentrarsi sulla classe media, sui redditi che vanno dai 28 mila ai 55 mila euro. Una delle ipotesi alle quali si ragiona, soprattutto al ministero dell’Economia, sarebbe quella di ridurre di un punto percentuale due aliquote: quella del 27% che scatta a 15 mila euro di reddito, e quella del 38% che invece scatta superati i 28 mila euro di reddito. Il vantaggio di questa misura sarebbe quello di avere un costo limitato per le casse dello Stato, circa 3 miliardi di euro. Il mini ritocco delle aliquote Irpef potrebbe essere quindi facilmente finanziata rimandando di un anno l’abbattimento dal 27,5% al 24% dell’Ires sulle imprese, misura inserita nella scorsa legge di Stabilità ma che scatterebbe solo il primo gennaio del prossimo anno. Il punto debole di questo schema è l’impatto. Sulle buste paga dei contribuenti, la riduzione fiscale si farebbe sentire poco.
FONTE: Andrea Bassi e Luca Cifoni (ilmessaggero.it)
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