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venerdì 9 novembre 2012

Il bastone e la carota (ma non si scherza sulla salute dei cittadini!)


Mentre sabato alcuni nostri attivisti hanno partecipato all'ennesimo tentativo di farsi sentire del CdQ Parco della Vittoria di Ostia (segnalazione QUI), riceviamo un drammatico comunicato stampa a cura del Coordinamento Comitati Roma Nord:

"COORDINAMENTO DEI COMITATI DI ROMA NORD ( cittadiniattivi@libero.it) - COMUNICATO STAMPA 20 Ottobre 2012

ELETTROSMOG - IL GOVERNO ITALIANO, ADOTTANDO IL METODO DEL BASTONE E LA CAROTA, PEGGIORA DRASTICAMENTE LA NORMATIVA SULLA PROTEZIONE DELLA POPOLAZIONE DAI CAMPI ELETTROMAGNETICI A RADIOFREQUENZA E MICROONDE ATTRAVERSO IL DECRETO-BIS SULLO SVILUPPO ECONOMICO. IN QUESTO MODO SALVERA’ IL FUTURO DELLA RADIO VATICANA E PERMETTERA’ AI GESTORI DELLA TELEFONIA MOBILE DI AUMENTARE FORTEMENTE LE LORO EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE ATTRAVERSO L’INSTALLAZIONE DELLE NUOVE RETI DI QUARTA GENERAZIONE (LTE) NEI SITI GIA’ ESISTENTI. CHIEDIAMO ALLE ASSOCIAZIONI E AI COMITATI PER LA TUTELA DELLA SALUTE E DELL’AMBIENTE DI INTERVENIRE IN TUTTE LE POSSIBILI SEDI ISTITUZIONALE AFFINCHE’ QUESTO NUOVO ATTACCO ALLA SALUTE PUBBLICA VENGA BLOCCATO.

Nel decreto legislativo bis sullo sviluppo economico emesso dal governo, all’art. 27, dedicato ai livelli di campo elettromagnetico generati da emittenti radiofoniche e radiotelevisive, da stazioni radio base per la telefonia mobile e da ponti radio, il valore di attenzione e l’obiettivo di qualità di 6 Volt/metro stabiliti dal DPCM 8 luglio 2003 per l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici generati da quelle sorgenti in tutti i luoghi con permanenza umana non inferiore a 4 ore giornaliere, incluse le pertinenze (ma queste solo nel caso di loro utilizzazione come ambienti abitativi per permanenze non inferiori a quattro ore continuative giornaliere !!!), e nei luoghi all’aperto intensamente frequentati, non dovranno più essere rispettati in qualunque intervallo di 6 minuti, ma come media nelle 24 ore. Per cui in quei luoghi e in loro prossimità si potrà anche avere:

a) da 3 a 10 volte (cioè da 20 V/m a 60 V/m), come nel caso di Radio Vaticana e di tutte le emittenti in onde lunghe, medie e corte,

b) oltre 3 volte (20 V/m), come nel caso delle stazioni radio base della telefonia mobile, delle emittenti radiotelevisive e della radiofonia a modulazione di frequenza,

c) oltre 6 volte (40 V/m), come nel caso dei ponti radio, il livello medio massimo ammissibile (6 V/m) nelle 24 ore e per un tempo ben superiore ai 6 minuti attuali.

Inoltre, la necessità di acquisire i valori di campo elettromagnetico nelle 24 ore determinerà grandi difficoltà operative nelle azioni di controllo e di verifica a cura degli Enti istituzionali e dei Cittadini, oltre ad incrementare enormemente il costo di quei controlli. 

La strategia del governo è stata quella del “bastone e la carota” recentemente sbandierata dal ministro dell’istruzione Profumo nei confronti degli studenti. Infatti, il governo aveva proposto anche la norma che impediva ai proprietari degli immobili di opporsi ai gestori per l’installazione di nuove antenne per la telefonia mobile sui tetti delle abitazioni. Ritirando quella norma (“la carota”), che aveva un evidente aspetto di incostituzionalità perché lesiva del diritto alla proprietà privata, il governo ha avuto facile gioco con la norma che farà aumentare notevolmente il livello del fondo elettromagnetico dentro e intorno alle case, alle scuole e ai luoghi di lavoro (“il bastone”). 

Tutto ciò rappresenta un totale disprezzo del governo italiano per:
1) le evidenze scientifiche emerse dalla ricerca epidemiologica condotta per il Tribunale di Roma, pubblicata a giugno del 2010 e riguardante il territorio di Roma Nord e dei Comuni vicini intorno alla Radio Vaticana, che ha dimostrato una maggiore incidenza di leucemie e linfomi nei bambini (fino a 4,7 e a 6,9 volte entro 12 km rispetto al valore atteso oltre 12 km, rispettivamente per i bambini da 0 a 14 anni e da 1 a 14 anni) e una maggiore mortalità per leucemia per tutte le età (fino a 4,9 e a 6,6 volte, rispettivamente entro 12 km e fra 6 e 12 km, per più di 10 anni di residenza, o da sempre per i bambini, rispetto a chi vive lì da non oltre 1 anno);
2) le evidenze scientifiche emerse dalla ricerca epidemiologica mondiale riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che, attraverso la propria Agenzia per la Ricerca sul Cancro (IARC), il 31 maggio 2011 ha annunciato, con il comunicato stampa n. 208, di aver inserito i campi elettromagnetici a radiofrequenza (in particolare quelli emessi dai cellulari, ma l’agente fisico è lo stesso di tutte le sorgenti di campi elettromagnetici oggetto del decreto ministeriale) fra i possibili agenti cancerogeni per l’uomo a causa dell’aumento del rischio di tumori cerebrali come il glioma (+40% di rischio per un uso di 30 minuti al giorno per almeno 10 anni). 

Il governo italiano, invece di adottare misure di tutela nei confronti della popolazione in applicazione del Principio di Precauzione, va nel senso opposto, consentendo a breve un forte incremento dei livelli di esposizione residenziale della popolazione ai campi elettromagnetici. Il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord fa appello alle associazioni, ai comitati di tutela della salute e dell’ambiente e a tutti gli amministratori pubblici che vogliono opporsi a quanto sta per avvenire, a porre in essere ogni strumento di contrasto civile fino ad arrivare ad una raccolta di firme per un referendum abrogativo di questa assurda normativa qualora dovesse essere confermata dal Parlamento."

mercoledì 17 ottobre 2012

CDQ Bagnoletto:“Sicurezza idraulica: né un sopralluogo né un sacchetto di sabbia. Dimenticati!”


La denuncia del locale comitato di quartiere. “Nessuno si è preoccupato di questo quartiere, colpito non solo dall’alluvione del 20 ottobre ma finito sott’acqua a dicembre dello stesso anno”

Bagnoletto – Quanto contano i residenti di Bagnoletto? Sono cittadini come tutti gli altri o figli di un dio minore? Perché domenica scorsa mentre il presidente del municipio XIII e l’assessore ai lavori pubblici effettuavano insieme ai tecnici della protezione civilesopralluoghi nelle zone a maggiorerischio idrogeologico, monitorando lo stato dei canali, non sono venuti anche a Bagnoletto?

“Riteniamo che, di fronte al rischio dialluvione e allagamento che abbiamo corso, avrebbero fatto meglio il sindaco e i rappresentanti del municipio XIII a coinvolgere tutti i comitati dei quartieri interessati, dove si vive il disagio idraulico e si conoscono le oggettive criticità”, dichiara Alessandro Ieva, presidente del comitato di quartiere Bagnoletto.

Ma così non è stato. E pur esprimendo il comitato tutta la solidarietà verso i residenti dell’Infernetto, di Centro Giano, di Stagni, di Saline e di tutti gli altri quartieri che come Bagnoletto vivono il dramma dell’ombrofobia, ovvero della pioggia e dei temporali,per il grave rischio idrogeologico che incombe, pure non può tacere che di Bagnoletto nessun rappresentante municipale si è interessato!

“E se da una parte abbiamo evitato la “sceneggiata”, dall’altra prendiamo atto della (scarsa) considerazione ricevuta, che saremo lieti di  restituire, con pari attenzione, al momento debito”, sottolineano al comitato.
 E riferiscono così che nell’articolo pubblicato da Il Messaggero oggi, 16.10.12 a pag. 31, risulta questa dichiarazione dell’assessore Olive: “Ci siamo assicurati che venissero distribuiti sacchi anche a Bagnoletto”.  

A questo riguardo il comitato replica con una certa indignazione. E, tanto per farla breve, precisa a Bagnoletto non solo non è arrivato neanche un sacchetto, ma nessuno si è preoccupato di chiederne l’eventuale esigenza o di preannunciarne l’arrivo. “Questa fallace dichiarazione è l’ennesima dimostrazione del fatto che “partecipazione e collaborazione con i comitati di quartiere” rappresentano un concetto abusato al quale, senza fatti concreti, ormai nessuno crede più e, dopo tali “uscite”, questo comitato di quartiere ancora meno”.

Il presidente Ieva, ricordando che garantire la protezione civile è obbligo delle istituzioni, invita gli amministratori a spiegare ai residenti di Bagnoletto perché questo quartiere, notoriamente a rischio, non sia stato presidiato come gli altri. “Ci chiediamo se i referenti politici del XIII municipio rappresentano tutti i residenti o solo quelli delle “roccaforti” che li hanno fatti eleggere”.

“Istituzioni e mezzi d’informazione certamente ricordano la data del 20 ottobre del 2011per l’evento straordinario che ha coinvolto tutti i quartieri e che si è concluso con la disgraziata morte di un cittadino straniero. Ma mentre si contavano i danni di quell’alluvione,il 12 dicembre dello stesso Bagnoletto era di nuovo sott’acqua. Con gli stessi danni dell’alluvione precedente”, puntualizza Ieva.

“E nonostante i diversi solleciti di Olive, attendiamo ancora che si attui sopralluogo congiunto (Acea ATO2, Municipio e CdQ) sulla condotta delle acque nere, promesso dal presidente Pierfrancesco Marchesi, il 7 maggio 2012 - in occasione della commissione lavori pubblici - e ritenuto necessario dal presidente Luigi Zaccaria l’ 8 maggio del 2012 – in occasione di Commissione Sicurezza”.

FONTE: Maria Grazia Stella (ostiatv.it)