lunedì 8 febbraio 2016

Affittopoli a Roma, prezzi stracciati anche ai Parioli per case, negozi e garage

CASE
Ottantacinque metri quadri in una delle zone più belle e ricche della città, i Parioli, a 87 euro al mese. Lo scandalo Affittopoli a Roma continua a regalare nuove sorprese.L o scrive oggi il Corriere della Sera. Non solo stabili nel centro concessi a prezzi irrisori, non solo partiti con arretrati da diverse decine di migliaia di euro da pagare, ma anche immobili e locali commerciali a prezzi stracciati in tutta la città. Come i Parioli, appunto, dove chi oggi abita un appartamento di poco meno di cento metri quadri si difende: "Abbiamo fatto i lavori, pavimenti, vernice, infissi". E sono molti i locali utilizzati da chi a lungo nemmeno si è trovato a pagare.

Ora - spiega il Corriere della Sera - gli uomini del prefetto Tronca vorrebbero chiedere l'intervento dell'Agenzia delle Entrate, per verificare che gli immobili concessi a prezzi irrisori non siano riservati anche ai titolari di redditi alti.

FONTE: huffingtonpost.it

venerdì 5 febbraio 2016

Papa Francesco, storico incontro con il patriarca di Mosca previsto a Cuba



Il Papa e il patriarca di Mosca Kyrill si incontreranno a Cuba il 12 febbraio, quando il Papa farà una tappa prima del viaggio in Messico. Lo annunciano congiuntamente Sante Sede e Patriarcato di Mosca, definendolo «storico incontro». I due si incontreranno all'aeroporto di Cuba e rilasceranno anche una dichiarazione comune.

L'incontro è stato «preparato da lungo tempo». Lo afferma il comunicato congiunto Santa Sede-Patriarcato di Mosca, letto da padre Federico Lombardi in sala stampa vaticana. «Sono lieto - ha detto il portavoce - di poter leggere un importante comunicato, lo leggerò in quattro lingue, e ho aspettato le 12.10 perchè è congiunto con il patriarcato di Mosca».

Il patriarca di Mosca Kyrill voleva incontrare il pontefice fuori dall'Europa perché «proprio all'Europa è legata la dura storia delle divisioni e dei conflitti tra i cristiani», ha detto il metropolita Ilarion, capo del dipartimento per le relazioni esterne della chiesa ortodossa russa.

FONTE: ilmessaggero.it

lunedì 1 febbraio 2016

Roma, sbandieratori, musici e carri allegorici: torna il Carnevale Romano


Un brindisi gioioso per dare il benvenuto al grande appuntamento della Capitale con l'allegria del Carnevale Romano, giunto quest'anno all'VIII edizione. L’attesissimo evento, dal titolo "Il futuro di una festa antica", vedrà scendere nelle strade sbandieratori, musici, butteri e cavalieri e, come da tradizione, culminerà con due prestigiose protagoniste: la sfilata equestre e quella dei carri allegorici.

La manifestazione, in città a partire da oggi e fino al 9 febbraio, vedrà alternarsi mostre, convegni, lectio magistralis, concerti e spettacoli sulle piazze, un fitto calendario di eventi presentato negli spazi della Biblioteca Angelica di Roma dagli organizzatori Federico Mollicone, coordinatore del Comitato Carnevale Romano, Marco Lepre, presidente dell'Associazione Carnevale Romano, Francesca Barbi Marinetti, imprenditrice culturale e responsabile di D.d’Arte, Leonardo Petrillo, direttore artistico del Carnevale Romano, il professor Michele Rak, saggista ed esperto di Barocco, e Giovanni Battista Tomassini, giornalista e scrittore, grande conoscitore di arte equestre.

Nel pomeriggio di sabato 6 febbraio, a partire dalle 14, piazza Navona sarà animata dagli Sbandieratori e Musici di Velletri, dai Tamburini del Palio del Velluto di Leonessa e dal Gruppo Musici di Torre Orsina, in attesa che alle 15 prenda avvio l’evento più prestigioso dell’antico e del rinato Carnevale Romano: la sfilata equestre, coordinata da Alessandro Salari, quest’anno tornerà ad animare piazza Navona, luogo storico dei grandi show carnascialeschi sin dal Medioevo. Come da tradizione, al corteo prenderanno parte cavalieri e dame in costume, artisti equestri e le rappresentanze buttere del Lazio, ma anche i corpi militari che hanno dato lustro alla storia della cavalleria italiana, come la fanfara a cavallo dell'ottavo Reggimento Lancieri di Montebello e la polizia di stato a cavallo.

Seguirà l’animazione di piazza con l’esibizione dei gruppi di rievocazione storica dedicata all’antica Roma, così come avveniva nei cortei rinascimentali. Al termine, verranno distribuite gratuitamente dal Gruppo IX Invicta le fontane falistranti, a rievocare la Festa dei moccoletti, che tradizionalmente celebrava la chiusura del Carnevale la sera del martedì grasso. Domenica 7 febbraio alle 10 invece verrà ospitato il XXXIV Carnevale romano delle sette contrade di S. Atanasio, con la sfilata dei carri allegorici da piazza Venezia lungo via dei Fori Imperiali. Alle 11, al Museo di Roma – Palazzo Braschi, nell’ambito dell’esposizione “Il Carnevale Romano nella collezione del Museo di Roma Palazzo Braschi”, il saggista e accademico Michele Rak, tra i massimi esperti del Barocco, terrà una lectio su “La Giostra dei Caroselli nel Cortile di Palazzo Barberini in onore di Cristina Di Svezia” (autori Filippo Gagliardi, 1606 -1659, e Filippo Lauri 1623-1694).

Un importante dipinto che raffigura lo storico festeggiamento realizzato in onore dell’arrivo a Roma della sovrana svedese il 28 febbraio 1656 nel corso del Carnevale romano. Sempre domenica 7 febbraio alle 18,30 al Museo di Roma – Palazzo Braschi, durante l’evento "Parole e musiche per il Carnevale Romano", l’attore Leonardo Petrillo interpreterà alcune letture tratte dall'opera "Il Conte di Montecristo" di Alexandre Dumas, mentre i musicisti dell’Orchestra Archi dell’Accademia Nova si esibiranno nel concerto per due violini e archi di Johann Sebastian Bach e Arie di Corte di Ottorino Respighi. Gran chiusura martedì 9 febbraio con l’Aperitif Gras al Margutta Vegetarian Food & Art e la mostra fotografica a cura di Robbi Huner e Barbara Roppo allestita presso gli spazi dello storico locale capitolino, visitabile dal primo al 9 febbraio prossimi.

Stamane alla Biblioteca Angelica gli organizzatori hanno spiegato che «l’attuale stato di commissariamento della città, con la mancanza di un bando e di finanziamenti per l'evento, non ci ha fermato. Abbiamo voluto realizzare l'VIII edizione come puro atto d’amore e di volontariato culturale in omaggio alla storia, alle tradizioni e ai bimbi di Roma, al fine di non interrompere questa ritrovata tradizione comunitaria della città». Dopo i saluti istituzionali di Fiammetta Terlizzi, direttrice della Biblioteca Angelica, e di Tatiana Campioni, assessore ai Lavori Pubblici del Primo municipio di Roma Capitale, la mattinata è continuata con una serie di suggestioni, musiche, immagini e testi legati alla straordinaria storia del grande evento che sin dal Medioevo caratterizzò la vita e la cultura della città di Roma.


Un incontro dedicato al Carnevale Romano, presentato da Daniele Coscarella, che ha visto la partecipazione di accademici e intellettuali, oltre agli immancabili protagonisti delle edizioni passate, tra cui la celebre attrice Maria Rosaria Omaggio, mirabile interprete lo scorso anno di Cristina di Svezia. Negli spazi della biblioteca inoltre, è stato possibile visitare la mostra multimediale a cura di Robbi Huner e Barbara Roppo con le immagini più significative dei diversi appuntamenti con la kermesse capitolina. Gran finale alla Biblioteca Angelica affidato alla lettura, dalla balconata centrale, di alcuni stralci tratti dal testo teatrale "Cristina di Svezia Regina a Roma", interpretati magistralmente dalla Omaggio, che lo scorso anno vestì i panni della sovrana per rievocare i fasti del suo arrivo a Roma. L’VIII edizione del Carnevale Romano, "Il futuro di una festa antica", è promossa dal Comitato Carnevale Romano, di cui fanno parte l’Associazione Culturale Carnevale Romano, D.d’Arte e Federalberghi Roma, con il coordinamento organizzativo di Marco Lepre. La direzione artistica della manifestazione, realizzata in collaborazione con Municipio Roma I, con l’adesione del Comune di Leonessa e della Pro Loco Roma, è affidata a Leonardo Petrillo, mentre l’organizzazione generale è a cura di Francesca Barbi Marinetti. 

FONTE: ilmessaggero.it

giovedì 28 gennaio 2016

La Svezia espellerà 80 mila profughi arrivati nel 2015. L'Olanda: treni per rimandare in Turchia i migranti da Grecia

La Svezia espellerà 80 mila profughi arrivati nel 2015. L'Olanda: treni per rimandare in Turchia i migranti da Grecia

Il ministro dell'Interno: "Respinta la loro richiesta d'asilo". Saranno rimpatriati con voli charter appositamente noleggiati. "Un'operazione che durerà a lungo nel tempo, ci vorranno forse anni". Lo scorso anno sono giunti in territorio svedese circa 163 mila migranti. Londra: "Accoglieremo bimbi siriani solo in casi eccezionali concordati dall'Unhcr"

La Svezia intende espellere fino a 80.000 richiedenti asilo la cui domanda è stata respinta. L'annuncio è stato dato dal ministro degli Interni Anders Ygeman citato dalla Bbc. Si tratta di migranti arrivati sul territorio svedese nel 2015. "Stiamo parlando di circa 60.000 persone, ma possono arrivare fino a 80.000", ha specificato il ministro delle Finanze Dagens alla televisione pubblica SVT, aggiungendo che il governo ha chiesto alla polizia e all'Ufficio della migrazione di avviare le operazioni per il rimpatrio. In tempi normali, vengono effettuati su voli commerciali, ma visti i numeri citati, "dovremo usare più aerei charter appositamente noleggiati e ci vorranno diversi anni" ha aggiunto Ygeman.

Circa 163.000 migranti e rifugiati hanno chiesto asilo in Svezia nel 2015 - ricorda la Bbc -, il numero più alto pro capite in Europa: dei circa 58.800 casi trattati l'anno scorso, il 55% delle richieste sono state accettate.

La Svezia a inizio settimana è diventata l'ultimo di una serie di paesi europei che hanno registrato tensioni sul fronte di episodi di violenza legati ai migranti:un richiedente asilo di 15 anni è stato arrestato vicino Gothenburg dopo aver ucciso a coltellate la dipendente di centro di asilo.

Londra: accogliamo solo singoli casi eccezionali - Sull'emergenza migranti anche la Gran Bretagna si prepara a una stretta. Londra, ha annunciato il ministro degli Interni alla Bbc, intende accogliere bambini non accompagnati dalla Siria e da altre zone di conflitto, ma non quelli già fuggiti in Europa. Il ministero spiega che lavorerà con l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) per identificare "casi eccezionali" di bambini in Siria e nei paesi vicini che necessitino di asilo. Viene quindi confermata la linea dura sul dossier immigrazione tenuta finora dal governo conservatore di David Cameron e vengono smentite le indiscrezioni di stampa secondo le quali, su pressione di varie ong e associazioni umanitarie britanniche, il premier avrebbe pensato a un piano ad hoc per aprire le porte a "3.000 bambini non accompagnati" già sbarcati in altri paesi europei.

Il piano olandese - fronte dei respingimenti si rafforza anche con l'Olanda che ha avanzato una proposta per rimpatriare in Turchia con i treni i migranti e rifugiati arrivati via mare in territorio greco. E' stato il leader laburista Diederik Samsom ad anticipare i contenuti di un piano che avrebbe il sostegno del premier Mark Rutte e che, secondo la Bbc, sarebbe già in discussione a livello europeo, in particolare con Germania, Austria e Svezia. Secondo la proposta dell'Olanda, che detiene la presidenza di turno europea, l'Ue offrirà ad Ankara di accogliere al massimo 250mila richiedenti asilo che si trovano già in Turchia ogni anno. Il piano "per forzare una soluzione", dice Samson, dovrebbe diventare operativo in primavera, prima della nuova ondata di arrivi. Il piano olandese è vincolato alla definizione di Turchia come paese sicuro da parte dell'Onu. Nel 2015 più di 850mila persone sono approdate sulle coste greche dalla Turchia.

Guai anche per l'Australia. Il mancato rispetto degli standard internazionali per la protezione dei richiedenti asilo "ha un costo umano devastante" e ne ha danneggiato la reputazione. Lo sostiene Human Rights Watch (Hrw) nel 2016 World Report, presentato ieri a Istanbul. L'organizzazione internazionale per i diritti umani riconosce che l'Australia ha un "solido" sistema di protezione dei diritti civili e politici, robuste istituzioni e libertà di stampa. Descrive tuttavia la politica verso i richiedenti asilo come basata su "abusi". E sostiene la necessità di un suo serio ripensamento e di "misure per ripristinare la reputazione internazionale di paese rispettoso dei diritti".

FONTE: repubblica.it 

sabato 23 gennaio 2016

I Macaron? Ora sono anche da vestire



Cos’è quella camicia in vetrina in rue Saint Louis? Ha dei disegnini colorati che non si vedono bene da lontano. Ma… sono macaron! Come se a Torino mettessero sulle camicie i gianduiotti, a Milano i panettoni, a Napoli i babà… Eppure sull’Ile de Saint Louis niente accade per caso e a pochi metri da Notre Dame, dove fu fondata Parigi, nasce questa «macaron mode». L’ispirazione non viene dalle tante «cr^eperie» dell’isola o di rue Saint André des arts appena varcata la «rive gauche». L’oggetto del desiderio di quest’inverno terrorizzato sono più che mai i macaron. Se fossimo nel 700 non ci sarebbe dubbio su come cambierebbe la celebre quanto fantasiosa frase rivolta al popolo da Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI: «Se non hanno più pane, che mangino brioche».

I macaron sono diventati l’antidoto al grigiore dei tempi e del tempo. Le ragazze francesi sono famose per l’abbigliamento colorato, basta guardare il negozio della trendsetter Inès de la Fressange in rue de Grenelle, ma la «joie de vivre» come reazione agli attentati ci ha messo la sua. Non si era mai arrivati a colorare di tinte pastello i capelli, le unghie e la pelle. I «macaron hair» sono l’ultima moda. Chiome che ricordano le confezioni dei pasticcini ripresentati al pubblico dai due film più stilosi degli ultimi anni: Marie Antoinette di Sofia Coppola con Kirsten Dunst e Il grande Gatsby di Baz Luhrmann con Leonardo DiCaprio. Ecco l’amore per il superfluo, la spuma, lo zucchero, il grasso, tanto che il macaron più di moda è quello al foie gras di Pierre Hermé.  

E c’è tutta la Storia estetica di Francia in questo pasticcino colorato. La vera Gioconda sottratta, perché il maccarone nasce nel Rinascimento italiano dall’amaretto ed è la fiorentina Caterina de’ Medici a importarlo Oltralpe quando sposa re Enrico II. A riprova della leggerezza e superfluità del dolcetto preferito dalla regina va ricordato che all’epoca erano definiti macaron anche i cortigiani più libertini. Dopo l’austerità del periodo napoleonico è Pierre Desfontaines, nipote del pasticciere-scrittore Louis Ernest Ladurée, a perfezionare nel secondo Ottocento il pasticcino in due dischi di meringa alla mandorla farciti di crema morbida. Nel locale di rue Royale 16, come in tutta Europa, si prepara la Belle époque. Georges Eugène Haussmann abbellisce e allarga i boulevard, la capitale francese è pronta all’Esposizione universale e nei caffè, moltiplicatisi, «signore e signorine / le dita senza guanto / scelgon la pasta» come nella poesiaLe golose di Guido Gozzano. 

FONTE: Francesco Rigatelli (lastampa.it)

mercoledì 20 gennaio 2016

Lo Stato Islamico libera 270 dei civili rapiti a Deir Ezzor, in Siria

Lo Stato Islamico libera 270 dei civili rapiti a Deir Ezzor, in Siria

Il rapimento domenica. Tornano in libertà donne, bambini e anziani

Il gruppo jihadista dello Stato Islamico ha liberato 270 dei 400 civili presi in ostaggio la settimana scorsa a Deir Ezzor, nell'est della Siria. Secondo quanto riferito dall'Osservatorio siriano sui diritti umani, donne, anziani e bambini con meno di 14 anni sono tra le persone rilasciate.

Tre giorni fa i miliziani dell'Is avevano catturato almeno 400 civili dopo aver sferrato un attacco contro il villaggio di al-Baghaliyeh, alla periferia nord di Deir Ezzor. Il villaggio era controllato dalle forze governative. Nel corso dell'attacco jihadista erano state uccise almeno 135 persone, tra le quali almeno 85 civili.

Secondo il direttore dell'osservatorio, Abdel Rahman, i civili sono stati liberati dopo un interrogatorio dei jihadisti dll'Is su eventuali loro legami con il regime. Il gruppo tiene ancora in ostaggio altre 130 persone,
per la maggior parte giovani e uomini adulti, sottoponendoli allo stesso interrogatorio. "Se si scoprirà che non hanno legami con il regime, frequenteranno dei corsi di religione (islamica) e saranno rilasciati", ha commentato Rahman.

FONTE: repubblica.it

lunedì 18 gennaio 2016

Oxfam: 62 super-ricchi divorano la torta del mondo, diseguaglianze in crescita. "Chiudere i paradisi fiscali"


YACHT

Sessantadue persone detengono la stessa ricchezza della metà della popolazione mondiale. Un dato che, secondo Oxfam, racconta da solo l'enorme disuguaglianza di reddito nel nostro pianeta e che vanifica la lotta alla povertà globale.
A pochi giorni dall'appuntamento di Davos, l'ong traccia una mappa preoccupante della distribuzione della ricchezza.
"Dal 2010, 3,6 miliardi di persone - la metà della popolazione mondiale - ha visto la propria quota di ricchezza ridursi di circa 1.000 miliardi di dollari: una contrazione del 41%, nonostante l’incremento demografico abbia registrato 400 milioni di nuovi nati nello stesso periodo. I 62 super-ricchi hanno invece registrato un incremento di oltre 500 miliardi di dollari, arrivando così ad un totale di 1.760 miliardi di dollari, in un contesto che continua a lasciare le donne in condizione di grave svantaggio (perfino tra i 62 super-ricchi solo 9 sono donne)".
Il divario, ricorda Oxfam, "è drammaticamente cresciuto negli ultimi 12 mesi" tanto che si sono avverate con un anno di anticipo le previsioni secondo le quali "l’1% della popolazione mondiale avrebbe posseduto più del restante 99% entro il 2016".
Anche in Italia la disparità di reddito è impressionante: "i dati sulla distribuzione nazionale di ricchezza del 2015 evidenziano come l’1% più ricco degli italiani sia in possesso del 23,4% della ricchezza nazionale netta, una quota che in valori assoluti è pari a 39 volte la ricchezza del 20% più povero dei nostri connazionali".
Gli ultimi cinque anni di crisi, sempre secondo Oxfam, hanno dimostrato che l'aumento della ricchezza è andato a beneficio di oltre la metà il 10% più ricco degli italiani, lasciando le briciole al resto della popolazione.
"A Davos, quest’anno, chiederemo con forza a governi e grandi corporation di porre fine all’era dei paradisi fiscali", dichiara la presidente di Oxfam International, Winnie Byanyima. "I paradisi fiscali sono quei luoghi nei quali multinazionali ed élites economiche si rifugiano evitando di contribuire, con la giusta quota di tasse, al finanziamento di servizi pubblici gratuiti e di qualità a tutti i cittadini. Oggi 188 delle 201 più grandi multinazionali sono presenti in almeno un paradiso fiscale, alimentando una disuguaglianza economica estrema che ostacola la lotta alla povertà”.
“L’elusione fiscale delle multinazionali ha un costo per i paesi in via di sviluppo stimato in 100 miliardi di dollari all’anno, ed ha un impatto importante anche nei paesi OCSE come l’Italia", è invece il commento di Roberto Barbieri di Oxfam Italia.
"Il Governo Italiano può agire per porre fine all’era dei paradisi fiscali, sostenendo a livello nazionale e in Europa una serie di misure. Per le imprese multinazionali sono necessari maggiore trasparenza e approcci comuni da parte degli stati. Sosteniamo quindi l’obbligo di rendicontazione pubblica in ogni paese in cui le multinazionali UE operano (country-by-country reporting), e un modello vincolante di tassazione unitaria nella UE perché le tasse siano pagate laddove l’attività economica si svolge realmente. Per questo oggi Oxfam Italia lancia Sfida l’ingiustiziauna nuova campagna per dire Basta ai paradisi fiscali e rendere credibile l’impegno preso dai leader mondiali di eliminare la povertà estrema entro il 2030".
FONTE: huffingtonpost.it