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sabato 23 gennaio 2016

I Macaron? Ora sono anche da vestire



Cos’è quella camicia in vetrina in rue Saint Louis? Ha dei disegnini colorati che non si vedono bene da lontano. Ma… sono macaron! Come se a Torino mettessero sulle camicie i gianduiotti, a Milano i panettoni, a Napoli i babà… Eppure sull’Ile de Saint Louis niente accade per caso e a pochi metri da Notre Dame, dove fu fondata Parigi, nasce questa «macaron mode». L’ispirazione non viene dalle tante «cr^eperie» dell’isola o di rue Saint André des arts appena varcata la «rive gauche». L’oggetto del desiderio di quest’inverno terrorizzato sono più che mai i macaron. Se fossimo nel 700 non ci sarebbe dubbio su come cambierebbe la celebre quanto fantasiosa frase rivolta al popolo da Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI: «Se non hanno più pane, che mangino brioche».

I macaron sono diventati l’antidoto al grigiore dei tempi e del tempo. Le ragazze francesi sono famose per l’abbigliamento colorato, basta guardare il negozio della trendsetter Inès de la Fressange in rue de Grenelle, ma la «joie de vivre» come reazione agli attentati ci ha messo la sua. Non si era mai arrivati a colorare di tinte pastello i capelli, le unghie e la pelle. I «macaron hair» sono l’ultima moda. Chiome che ricordano le confezioni dei pasticcini ripresentati al pubblico dai due film più stilosi degli ultimi anni: Marie Antoinette di Sofia Coppola con Kirsten Dunst e Il grande Gatsby di Baz Luhrmann con Leonardo DiCaprio. Ecco l’amore per il superfluo, la spuma, lo zucchero, il grasso, tanto che il macaron più di moda è quello al foie gras di Pierre Hermé.  

E c’è tutta la Storia estetica di Francia in questo pasticcino colorato. La vera Gioconda sottratta, perché il maccarone nasce nel Rinascimento italiano dall’amaretto ed è la fiorentina Caterina de’ Medici a importarlo Oltralpe quando sposa re Enrico II. A riprova della leggerezza e superfluità del dolcetto preferito dalla regina va ricordato che all’epoca erano definiti macaron anche i cortigiani più libertini. Dopo l’austerità del periodo napoleonico è Pierre Desfontaines, nipote del pasticciere-scrittore Louis Ernest Ladurée, a perfezionare nel secondo Ottocento il pasticcino in due dischi di meringa alla mandorla farciti di crema morbida. Nel locale di rue Royale 16, come in tutta Europa, si prepara la Belle époque. Georges Eugène Haussmann abbellisce e allarga i boulevard, la capitale francese è pronta all’Esposizione universale e nei caffè, moltiplicatisi, «signore e signorine / le dita senza guanto / scelgon la pasta» come nella poesiaLe golose di Guido Gozzano. 

FONTE: Francesco Rigatelli (lastampa.it)

mercoledì 18 novembre 2015

Parigi, dalla Ue sì unanime alla richiesta di aiuto della Francia


«La Francia ha chiesto aiuto e l' Europa unita risponde sì». Così Federica Mogherini, assieme al ministro francese della Difesa Jean-Yves Le Drian, ha annunciato il sostegno «unanime» del Consiglio Difesa all'attivazione della clausola di difesa collettiva prevista dall'art. 42.7 del Trattato di Lisbona chiesta da Hollande. 
Gli aiuti alla Francia in base all'articolo 42.7 del Trattato di Lisbona saranno su base bilaterale, non con una missione di difesa e sicurezza dell'Unione europea, che avrà il coordinamento degli aiuti. Lo ha specificato l'Alto rappresentante Federica Mogherini ricordando che «è la prima volta» che viene applicata la clausola di difesa comune della Ue.

«Una cosa è chiara nelle circostanze attuali: in questo momento terribile la sicurezza dei cittadini in Francia e in Europa è la priorità assoluta, e la Commissione Ue lo capisce pienamente», ha detto stamani il commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici sull'impatto sul bilancio francese delle spese per la sicurezza annunciate dalla Francia dopo gli attentati. «Siamo coscienti che la nostra opinione sul piano di bilancio presentato dalla Francia non include le spese annunciate ieri, ma analizzeremo queste a tempo debito», ha detto Moscovici, precisando che «vedremo in futuro come sarà l'impatto e il modo in cui sarà pertinente» analizzarlo. «La sicurezza è prioritaria e finanze pubbliche sane sono complementari», ha aggiunto Moscovici, ricordando che in ogni caso «il patto di stabilità non include le spese militari».
 
FONTE: ilmessaggero.it

sabato 24 ottobre 2015

Scontro tra bus e camion, almeno 43 morti in Francia


L’incidente nei pressi di Libourne, 50 km a ovest di Bordeaux. Soltanto 8 superstiti

Per la Francia è la più grande tragedia stradale dal 1982. Quarantatre persone sono morte questa mattina nello scontro frontale tra un pullman turistico e un tir a Puisseguin, nel dipartimento della Gironda, su una curva descritta da molti abitanti della zona come particolarmente stretta e pericolosa, a est di Bordeaux. La collisione, sulla strada provinciale D17, è avvenuta alle 7:30 del mattino. Dopo l’impatto i due veicoli hanno preso fuoco. La maggior parte delle vittime sono persone anziane, iscritte un club per la terza età, che si trovavano a bordo del pullman per un’escursione turistica. Sarebbero dovuti rientrare a casa questa sera. Otto feriti, di cui quattro gravi.  

Contrariamente a quanto emerso in un primo tempo, l’autista del bus - sui cui viaggiavano 48 persone - non è morto. Stando a una testimonianza raccolta da radio Europe 1, avrebbe dato prova di un «comportamento eroico», mettendo «a rischio la propria vita» per trarre in salvo i passeggeri tra le fiamme. «E’ molto scioccato - racconta Philippe Flipot, il medico generalista di Puisseguin che lo ha visitato - Mi ha detto di essersi improvvisamente ritrovato davanti a un tir uscito di traiettoria, a portafoglio, non ha potuto evitarlo. E però è riuscito ad aprire le porte, permettendo cosi’ ad alcuni passeggeri di mettersi in salvo».  

Dalla Grecia, dove si trova per una visita ufficiale, il presidente Hollande ha assicurato che «il governo è totalmente mobilitato» per rispondere a questa «immensa tragedia». «Faremo piena luce sulle circostanze. Tutti i servizi sono sul posto per fornire i soccorsi necessari e accompagnare le famiglie. Rivolgo ai familiari delle vittime le mie sincere condoglianze e assicuro la solidarietà di tutta la nazione». Il premier Manuel Valls, il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, e il segretario di Stato ai Trasporti, Alain Vidaliès, sono giunti sul posto in tarda mattinata. «Siamo colpiti dal cordoglio», «bisogna organizzare l’accoglienza dei feriti e purtroppo dei corpi», ha detto da parte sua Xavier Sublett, il sindaco di Puisseguin, annunciando l’allestimento di una camera ardente.  

Sul posto è stato dispiegato un imponente dispositivo di soccorso con polizia, gendarmi e almeno 70 vigili del fuoco. Attivati anche un numero verde e una cellula di sostegno psicologico. Il pullman era partito questa mattina intorno alle sette da Petit-Palais-et-Cornemps, un villaggio di 643 abitanti a pochi chilometri dal luogo dell’impatto, e si stava recando nelle Landes. «Doveva essere un’escursione turistica di un giorno. Era anche prevista una visita a una fabbrica di prosciutti e il tradizionale pranzo sul posto», ha testimoniato in tv Francois Decause, presidente del club escursionistico di Petit-Palais, aggiungendo: «Con mia moglie siamo sotto choc, non sappiamo che fare, persone che conoscevamo benissimo, amici, si trovano a bordo». In Francia, l’ultima tragedia stradale di questa portata risale a 33 anni fa, nel 1982, quando 53 persone, di cui 44 bambini, persero la vita nell’incidente di Beaune.  

FONTE: Paolo Levi (lastampa.it) 

domenica 27 settembre 2015

Isis, la Francia annuncia: iniziati i raid aerei in Siria. New York Times: 30mila nuovi 'foreign fighters'

Parigi, 27 settembre 2015 - Isis, la Francia annuncia i primi raid. Questa mattina infatti L'Eliseo ha ufficialmente comunicato di aver condotto i primi attacchi aerei in Siria contro lo stato islamico. L'azione, spiega Pairig, è avvenuta in coordinamento con la coalizione internazionale. A renderlo noto è il quotidiano francese Le Monde. Gli obiettivi dei raid, seguiti alla decisione di estendere l'azione francese militare francese già in corso nel vicino Iraq, sono stati individuati negli ultimi 15 giorni. L'operazione contro "la minaccia terroristica" rappresentata dallo Stato islamico, si legge in una breve nota, è stata coordinata insieme ai partner nella regione.
NY TIMES: 30MILA FOREIGN FIGHTER - Intanto il New York Times aggiorna sui nuovi affiliati all'Isis: secondo il NYT sono "almeno 30.000" i foreign fighters in Siria e Iraq che sono andati a combattere nelle file dell' Isis. Il NYT spiega che a rivelarlo sono fonti di intelligence Usa, puntualmente citate dal giornale. In 12 mesi il loro numero "è raddoppiato" stimano i responsabili, affermando che i reclutamenti "sono in costante crescita, con quasi 1.000 nuovi combattenti al mese". Almeno 250 gli americani.
FONTE: quotidiano.net