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venerdì 12 agosto 2016

Crimea, la Russia schiera i micidiali missili antiaerei S-400

Crimea, la Russia schiera i micidiali missili antiaerei S-400
Per le tensioni alla frontiera con la penisola scambi di accuse continui tra il Cremlino e Kiev continuati nella riunione di ieri all'Onu. Il premier russo Medvedev: "Senza soluzioni, romperemo relazioni". In due anni e mezzo la guerra tra Ucraina e separatisti filo-russi ha fatto oltre 9000 morti

La Russia ha posizionato in Crimea batterie dei nuovi missili S-400 'Triumf'. Lo ha riferito il ministero della Difesa. Si tratta di un sistema moderno e avanzato rispetto agli S-300, il cui spiegamento era già stato annunciato a metà di luglio scorso dal capo di Stato maggiore Evgenij Oleynikov e rappresentano la punta più alta dei sistemi di difesa terra-aria russi. Gli S-400 sono nati per proteggere aree di importanza strategica. Ogni batteria può attaccare più di una mezza dozzina di obiettivi simultaneamente: secondo Mosca, questi missili possono intercettare ed abbattere i migliori bombardieri strategici e i caccia occidentali oltre ai velivoli stealth.

Lo spiegamento coincide con l'aumento del livello di tensione tra Kiev e Mosca sulla questione ancora aperta della penisola di Crimea annessa dalla Russia dopo il controverso referendum del 16 marzo 2014, che potrebbe portare il Cremlino, riferisce il sito Sputnik citando il quotidiano Izvestia, a chiudere la propria rappresentanza diplomatica in Ucraina e richiamare in patria lo staff.

La Russia, infatti, ha oggi fatto sapere che potrebbe rompere le relazioni diplomatiche con l'Ucraina in seguito alle crescenti tensioni sulla frontiera della Crimea. "Se non c'è altro modo per cambiare la situazione, il presidente Vladimir Putin potrebbe fare questo passo", ha detto il primo ministro Dmitry Medvedev parlando a Sochi (Mar Nero), dove sta partecipando alla riunione dei capi di governo dell'Unione economica eurasia.

Il nuovo strappo nelle già complesse relazioni tra Mosca e Kiev, si è avuto lo scorso 10 agosto, quando i servizi segreti russi Fsb hanno rivelato di aver sventato "attentati terroristici" organizzati dall'Ucraina allo scopo di "destabilizzare" la penisola in vista delle elezioni di settembre. Autore compiere degli attentati doveva essere Ridvan Sulemanov, l'uomo arrestato lo scorso 30 luglio mentre stava scattando fotografie all'aeroporto di Simferopoli. Secondo le autorità russe Sulemanov, reclutato dal servizio di intelligence del ministero della Difesa ucraino, ha detto che aveva scelto la stazione degli autobus e l'aeroporto della capitale della Crimea come i luoghi dove posizionare "quattro ordigni esplosivi". Il video della presunta confessione è stato diffuso dai servizi russi. Lo riporta l'agenzia Tass.

Ieri al palazzo di vetro delle Nazioni Unite si è tenuta una riunione urgente del Consiglio di sicurezza, che si è occupato della tensione crescente ai confini tre le due ex repubbliche dell'Unione sovietica. Ed è continuato, anche in quella sede, lo scambio di accuse tra Ucraina e Russia. Kiev teme un'offensiva di Mosca, che starebbe ammassando nuove truppe in Crimea. Per il Cremlino è invece l'Ucraina che tenta di destabilizzare la penisola sul Mar nero alla vigilia delle elezioni per la duma in calendario a settembre.

Il duello alle Nazioni unite segue quello a distanza tra i due presidenti Petro Poroshenko e Vladimir Putin, dopo che in Crimea all'inizio della settimana sarebbe stata sventata un'incursione da parte di sabotatori di Kiev, smentita da parte Ucraina. Il Cremlino ha addossato a Kiev la responsabilità di essere passata al "terrorismo", la Bankova - la presidenza ucraina - ha parlato di  accuse "ciniche e insensate".

L'ambasciatore ucraino alle Nazioni unite Volodimir Yelchenko ha sostenuto che la Russia ha ammassato oltre 40.000 soldati in Crimea e sarebbe pronta a un'invasione. "Questi numeri rispecchiano cattive intenzioni, è l'ultima cosa che vogliamo", ha detto Yelchenko. Il rappresentante russo Vitaly Churkin gli ha risposto che Kiev, "piuttosto che contare le nostre truppe", dovrebbe occuparsi di mettere fine alle provocazioni nel Donbass e rispettare gli accordi di Minsk. Per Churkin la seduta del Consiglio di sicurezza è stata "utile" ed è servita per chiarire la situazione che minaccia di degenerare dopo che l'Ucraina ha messo in allerta le truppe lungo il confine con la Crimea e la linea del fronte con le repubbliche separatiste e la Russia ha iniziato nuove esercitazioni militari sul Mar nero.

"Negli ultimi giorni non vediamo alcun aumento significativo dei combattimenti", ha replicato Oleksandr Motuzyanyk, portavoce dell'esercito di Kiev in un intervento televisivo. "Purtroppo il cessate il fuoco non è stato osservato da parte dei gruppi armati separatisti, ma il numero medio di bombardamenti è praticamente allo stesso livello".

Non è la prima volta che il conflitto ucraino si infiamma dopo il cambio di governo a Kiev e l'annessione della Crimea da parte russa. Da due anni e mezzo la guerra tra Ucraina e separatisti filo-russi va avanti a corrente alternata e il conto dei morti è arrivato a oltre 9000, gli ultimi proprio questa settimana tra la Crimea e il Donbass. Ad aumentare la tensione c'è stato anche l'episodio dell'autobomba che qualche giorno fa ha fatto quasi saltare in aria Igor Plotnitsky, leader filorusso della repubblica di Lugansk, ferendolo solo lievemente. Anche in questo caso reciproche accuse e speculazioni si sono scatenate a cavallo tra i due Paesi.

Oltre alla retorica e alla propaganda su entrambi i fronti ci sono però anche i tentativi per evitare che la polveriera esploda e sia da Mosca che da Kiev si punta sulla mediazione internazionale. Dal Cremlino si è avanzata l'ipotesi che il cosiddetto Quartetto normanno, con Putin, Poroshenko, Angela Merkel e Francois Hollande, possa riunirsi già a margine del prossimo G20 programmato all'inizio di settembre in Cina. Dalla Bankova, Poroshenko tenta inoltre di coinvolgere direttamente anche gli Stati Uniti, dopo che negli ultimi mesi il sostegno di Germania e Francia è apparso meno consistente.

L'ambasciatore americano a Kiev Geoffrey Pyatt, sulle accuse di incursioni ucraine in Crimea si è schierato subito dalla parte di Poroshenko, dicendo che "la Russia ha spesso accusato falsamente l'Ucraina per distogliere l'attenzione dalle proprie azioni illegali", ma è vero che nei mesi scorsi gruppi nazionalisti ucraini hanno preso di mira le infrastrutture delle Crimea con attacchi di stile terrorista.

Anche per quanto riguarda gli accordi di Minsk, le colpe della mancata implementazione sono da addebitare non solo agli 
indipendentisti filorussi, ma anche al governo Ucraino che non è riuscito ancora a risolvere il nodo del decentramento e delle riforme costituzionali. Il dialogo con i separatisti per lo svolgimento di elezioni secondo meccanismi condivisi nelle regioni occupate è sempre in stallo.




FONTE: repubblica.it

martedì 3 marzo 2015

Dalle telecamere alla fidanzata: tutti i buchi neri dell’inchiesta su Nemzov


Dallo spazzaneve all’auto: i punti oscuri dell’omicidio. E spunta un altro testimone chiave

A quattro giorni dall’omicidio dell’ oppositore Boris Nemzov, ucciso con quattro colpi di pistola alle spalle mentre passeggiava con la sua giovane fidanzata ucraina sul ponte Bolshoi Moskvoretski, vicino al Cremlino, sono ancora molti i buchi neri dell’inchiesta. Mentre i pochi indizi trapelati non bastano ad accreditare una pista precisa. 
 
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LE TELECAMERE  
È il mistero principale. Finora è stato diffuso un unico video grazie a una telecamera dell’emittente moscovita Tvcenter, che la usa abitualmente per far vedere il panorama come sfondo prima o durante i tg e che ha fornito solo immagini a bassa definizione. Difficile pensare che con le moderne tecnologie la polizia non sia riuscita a ingrandirle e a renderle più nitide. Ma soprattutto si stenta a credere che nessuna delle altre videocamere della zona più sorvegliata del Paese abbia registrato la scena del delitto. Oggi alcuni media avevano riferito che alcune delle telecamere erano spente «per riparazione», ma il Comune ha assicurato che quelle del proprio circuito funzionavano perfettamente. L’Fso, il servizio federale per la tutela delle alte cariche statali, ha però precisato che le proprie videocamere non hanno ripreso la sparatoria perché puntate solo verso il Cremlino e il suo perimetro. 

LO SPAZZANEVE  
E’ uno dei `gialli´ del delitto. Il suo passaggio copre il momento clou nelle uniche riprese diffuse, anche se consente di ipotizzare che il killer attendeva la coppia sul ponte, forse sulle scale, e lo mostra mentre sale a bordo di un’auto chiara che sopraggiunge con grande tempismo. Finora nessuna informazione sull’identità del conducente dello spazzaneve e sull’eventuale interrogatorio di questo possibile testimone chiave. 

LA FIDANZATA  
Uno degli interrogativi è perché il killer abbia risparmiato la fidanzata, Anna Duritskaya, che potrebbe essere un teste chiave, anche se finora continua a ripetere di non aver visto il sicario perché tutto è accaduto alle sue spalle. La polizia continua peraltro a interrogarla. 

LA PISTOLA E I BOSSOLI  
Gli investigatori hanno rinvenuto almeno sei bossoli calibro 9 (quattro i proiettili che hanno colpito Nemzov) di diversa produzione sparati da una pistola semiautomatica Makarov, a lungo in dotazione alle forze armate russe. Un’arma molto comune nel Paese che ha firmato vari delitti politici, compreso quello di Anna Politkovskaia 

L’AUTO  
Inizialmente la polizia cercava una Ford Focus o Ford Mondeo bianca, poi alcuni media hanno indicato una Lada Vaz-21102 color argento, con targa caucasica (prima dell’Inguscezia, quindi dell’Ossezia del nord). 

COINCIDENZE, ANALOGIE E MESSAGGI  
A parte l’arma e la targa di una possibile pista caucasica, che rievocano il delitto Politkovskaia, ci sono vari `segni´ da decifrare secondo gli esperti: la sfida del luogo, ossia in faccia al Cremlino, la scelta di tempo, alla vigilia di una marcia anti-Putin, la presenza della fidanzata, una modella ucraina di 23 anni, che ha lasciato adito a pettegolezzi sulla vita privata di Nemzov e a speculazioni su una pista legata non solo a vendette per gelosia ma anche al conflitto ucraino. 

ALTRI TESTIMONI  
C’è almeno un secondo testimone chiave, ma la polizia mantiene il massimo riserbo. Nell’unico video disponibile si vedono inoltre alcuni automobilisti e passanti che si fermano un attimo e poi si dileguano. 

NESSUNA SORVEGLIANZA FSB?  
«E’ quasi escluso che Nemzov non sia stato oggetto di sorveglianza» da parte dei servizi segreti a 2 giorni dalla protesta di piazza: a lanciare questo sospetto è infine il blogger anti-Putin, Alexiei Navalni. 

FONTE: repubblica.it

sabato 22 novembre 2014

Mosca contro le sanzioni dell’Occidente: “Puntano a cambiare il nostro governo”


Il ministro degli Esteri Lavrov: «Vogliono distruggere l’economia e provocare proteste popolari». Kiev: «Nel Sud-Est dell’Ucraina 7500 soldati russi»

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha accusato l’Occidente di puntare, attraverso le sanzioni per la crisi ucraina, ad un cambio di regime in Russia. «L’Occidente sta dimostrando senza ambiguità di non voler costringere la Russia a cambiare politica: vuole arrivare ad un cambio di regime», ha detto durante un intervento ad un convegno di esperti politici a Mosca. 

Secondo il capo della diplomazia russa, le precedenti sanzioni contro altri paesi erano formulate in maniera «da non danneggiare il settore sociale e l’economia ma colpire l’elite in modo mirato. Ma adesso - ha proseguito Lavrov - è proprio l’opposto. I leader occidentali stanno dicendo apertamente che le sanzioni devono essere tali da distruggere l’economia e provocare proteste popolari». Per Lavrov, l’Occidente non punta «a cambiare la politica» russa, «cosa di per sé illusoria», ma a «cambiare il governo». 

Intanto il ministro della Difesa ucraino Stepan Poltorak in un comunicato pubblicato sul sito internet ufficiale del dicastero denuncia che nel sud-est ucraino martoriato dalla guerra sono presenti 7.500 soldati russi. 

FONTE: lastampa.it