domenica 15 giugno 2014

A Manaus è grande Italia: Marchisio e Balotelli stendono l’Inghilterra

Marchisio e De Rossi dopo il gol italiano (Afp/Cacace)

In gol lo juventino e Sturridge nel primo tempo. Poi ci pensa SuperMario. Palo per Candreva, traversa clamorosa per Pirlo. Ora la Costa Rica, il 20

Buona la prima. Vincere. E vincere giocando bene. E per di più con un avversario alquanto impegnativo. Tre condizioni tutte insieme difficilmente verificatesi in una volta sola, a un esordio mondiale della nazionale, forse l’ultima volta fu contro la Francia ad Argentina ’78: ma così è andata in questo umidissimo esordio con l’Inghilterra. Un 2-1 che lascia dunque buone sensazioni per il prossimo avvenire, forse con l’avvertenza che bisogna essere più incisivi davanti.

Dopo i patemi
Dopo i tanti patemi (il forfait all’ultimo di Buffon, lo pseudoallarme bomba, il campo di patate, lo spauracchio del caldo) finalmente la parola è passata al calcio: Inghilterra-Italia si apre in uno stadio con qualche vuoto (quasi 40.000 gli spettatori, comunque). Predominanza inglese, con tante bandiere di San Giorgio una a fianco all’altra, ma ci pensava il pubblico di casa a riequilibrare le proporzioni: tutto, ma proprio tutto per l’Italia, memore forse delle infauste parole di Hodgson che non avrebbe voluto giocare qui. E in effetti giocare qui non è una passeggiata di salute: al fischio finale l’umidità è al 74 per cento, non si vorrebbe essere nei panni di chi è sceso in campo. Ma tant’è: l’Italia si presenta con lo straannunciato doppio play Pirlo-Verratti, Sirigu ha preso il posto dell’infortunato Buffon, Balotelli unica punta. Gli inglesi rispondono con gli altrettanto annunciati quattro moschettieri in avanti (Rooney-Welbeck-Sturridge-Sterling).

Match bloccato a centrocampo
Bene, si parte. E si intuisce da subito che questo è un match che si giocherà perlopiù a centrocampo: le due squadre sembrano bloccate e infatti nei primi 25 minuti i tentativi sono da lontano. Ci proveranno Sterling e Henderson per gli inglesi, Marchisio e Balotelli per gli azzurri. Se c’ è però una falla in questa partita a scacchi, è sulla sinistra italiana, dove ci doveva essere De Sciglio e invece è stato dirottato Chiellini. Vi scendono prima Sterling e poi ben più pericolosamente Welbeck (pericoloso ovunque, a dire il vero, Paletta per poco non lo atterra malamente in area) il cui cross tesissimo incontra per fortuna Barzagli e non una maglia bianca.

FONTE: Matteo Cruccu (corriere.it)

mercoledì 11 giugno 2014

Camera, sì a responsabilità civile dei magistrati, governo battuto: almeno 34 franchi tiratori nel Pd



Arriva la responsabilità civile dei magistrati. L'aula della Camera ha approvato a voto segreto, con 187 sì e 180 no, l'emendamento in tal senso della Lega alla legge Comunitaria. La Lega aveva chiesto il voto segreto sul suo emendamento, riferito all'articolo 26 della Comunitaria. I deputati di M5S si sono astenuti. Governo e commissione avevano espresso parere contrario.

In base al testo approvato, proposto dal leghista Gianluca Pini, «chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che dertivino da privazione della libertà personale». Ettore Rosato del Pd, alla richiesta di convocazione del comitato dei Nove da parte di FI, ha detto che «questo testo deve ancora passare al Senato, dove verrà modificato».

C'è lo zampino di almeno 34 'franchi tiratori' del Pd nel voto alla Camera che ha visto il governo battuto su un emendamento della Lega sulla responsabilità civile dei giudici. Al momento del voto, con scrutinio segreto, erano infatti presenti in Aula 214 deputati del Pd su 293. Ma i no all'emendamento sono stati solo 180. Se si considera poi che tra i contrari all'emendamento ci sono anche alcuni deputati di Sc e Sel, due gruppi che hanno votato in ordine sparso, i dem che si sono astenuti o hanno votato a favore sono anche di più.

I commenti. «Ci sarà il Senato per modificare il testo» ha detto in aula Ettore Rosato del Pd. Ma Forza Italia difende il colpo a sorpresa: «Il voto segreto è protetto dalla Costituzione. È stata una votazione legittima» dice Francesco Paolo Sisto di Fi. Esultano i 5 Stelle: «La nostra decisione di astenerci ha tirato fuori tutta l'ipocrisia del Pd», dice il grillino Andrea Colletti in aula alla Camera. L'emendamento della Lega, passato nonostante il parere contrario di maggioranza e governo, prevede sanzioni più dure per i magistrati che commettono errori.



Anm: norma incostituzionale. «Presenta evidenti profili di illegittimità costituzionale» la norma sulla responsabilità civile diretta dei giudici introdotta dalla Camera - sostiene l'Anm (Associazione nazionale magistrati) - Ed è grave e contraddittorio che si indebolisca l'azione giudiziaria proprio mentre la magistratura è chiamata a un forte impegno contro la corruzione».

«Norma intimidatoria». «La responsabilità civile diretta nei confronti dei magistrati costituisce una lesione al principio dell'indipendenza - dice il presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli - perché finisce con il condizionare i giudici, nei cui confronti ha una forza intimidatoria. Non ha precedenti in altri ordinamenti e si presta a usi strumentali: nel senso che la possibilità di promuovere un'azione civile diretta potrebbe essere utilizzata per liberarsi di un magistrato ritenuto scomodo». Proprio per queste ragioni il leader dell'Anm ritiene che una riforma di questo tipo non possa essere varata dal Parlamento: «I profili di illegittimità costituzionale sono così evidenti che non credo che questa norma possa essere definitivamente approvata. Mi preoccupa però - aggiunge Sabelli - il segnale che viene dato: quello di un indebolimento dell'azione giudiziaria proprio mentre la magistratura è impegnata nel contrasto alla corruzione e in forte contraddizione con la volontà di rafforzare il ruolo dell'autorità anti-corruzione».

Prestigiacomo. «Con grande soddisfazione salutiamo il via libera alla Camera alla responsabilità civile dei magistrati grazie all'approvazione a scrutinio segreto dell'emendamento della Lega a cui Governo e relatore avevano dato parere contrario - dice Stefania Prestigiacomo - Si ottengono nello stesso tempo due risultati positivi da una parte finalmente si introduce, seppur manchi ancora il passaggio al Senato, una norma sacrosanta che l'Ue sollecita da mesi all'Italia e che abbatte un privilegio incomprensibile prevedendo la possibilità per chi ha subito un danno ingiusto di agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento; dall'altra si aggiunge un altro importantissimo tassello nella ricostruzione dell'alleanza tra Fi e la Lega. Ora, auspichiamo che il provvedimento sia licenziato al più presto dal Senato».

Fabrizio Cicchitto. «Come nella passata legislatura c'è stato nuovamente alla Camera a scrutinio segreto un voto favorevole alla responsabilità civile dei giudici su emendamento presentato dalla Lega Nord. È evidente che il problema è maturo e ad esso va data una soluzione positiva fra Camera e Senato, con il contributo costruttivo del Governo». Lo afferma Fabrizio Cicchitto, deputato di Ncd.

Magistratura democratica. «Si indebolisce la magistratura con un grave attacco alla sua indipendenza e autonomia nel momento in cui indaga sulla corruzione, il vero male del Paese». Lo scrive su Twitter Anna Canepa, segretario generale di Magistratura democratica, a proposito dell'emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati approvato alla Camera.

Presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo. «Un colpo di mano a freddo fatto in mezz'ora in sede di Comunitaria quando all'attenzione del Parlamento ci sono molte proposte di legge che entrano nel merito della responsabilità civile dei magistrati. Una discussione del genere andava affrontata in Commissione Giustizia senza utilizzare le leggi Ue per far passare un emendamento che l'Ue non ci chiedeva di approvare nel testo proposto dalla Lega». Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, relatore della Legge europea 2013-bis, in un'intervista a Radio Radicale. Quanto ai voti ottenuti anche da parte della maggioranza che sostiene il governo Bordo ha detto: «Sullo stesso emendamento già due anni fa ci fu un voto trasversale, anche di una parte dei parlamentari del Pd. Mi sembra evidente che nel nostro partito c'è una sensibilità sull'argomento che richiede una seria riflessione. Credo che al Senato, dove passeranno ora le leggi europee, ci impegneremo perchè la norma, così come è passata, venga cambiata per tornare al testo proposto alla Camera dal governo e approvato dalla Commissione». 

Associazione nazionale magistrati. L'approvazione dell'emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati «è un fatto molto grave» soprattutto perché «accade in un momento in cui la magistratura è fortemente impegnata di nuovo nel contrasto alla corruzione. E proprio ora si vorrebbe introdurre una norma che costituirebbe un forte indebolimento della giurisdizione». E l'allarme lanciato dal presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli. Per Sabelli è «contraddittorio che da un lato si dica a parole di volere rafforzare la lotta alla corruzione, si vuole rafforzare il potere del commissario anticorruzione, dall'altro la Camera approva una norma che di fatto indebolisce l'azione giudiziaria». La norma, conclude Sabelli è «uno strumento che mette nelle mani di una parte la possibilità di liberarsi di un magistrato 'scomodo' sia esso un pubblico ministero o un giudice».

Presidente della Commissione Giustizia della Camera. «È un gravissimo colpo di mano che introduce con un emendamento in Aula la responsabilità civile diretta del magistrato. È un grave attacco all'autonomia e all'indipendenza dei magistrati e ha il significato di un atto intimidatorio nei confronti delle inchieste in corso». Così la presidente della Commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti.

Rita Bernardini. «Grande soddisfazione per l'emendamento del leghista Pini passato per soli 7 voti oggi a Montecitorio. Dopo 27 anni viene così riscattato il voto popolare del 1987 quando con il "referendum Tortora" promosso dai radicali l'80,2% degli elettori pronunciò il suo sì alla responsabilità civile dei magistrati. Quel voto, purtroppo, fu tradito dal Parlamento che, con la Legge Vassalli, negò quanto deciso dal popolo italiano: è bene ricordarlo ora perchè il passaggio al Senato contiene mille insidie». Lo afferma Rita Bernardini, segretario dei Radicali.

FONTE: ilmessaggero.it

venerdì 6 giugno 2014

Vodafone: «Rete di sorveglianza segreta per spiare le conversazioni»


In Italia 606mila richieste di metadati in un anno, più che in ogni altro paese deve opera la società



Il colosso inglese delle telecomunicazioni Vodafone rivela come alcuni governi siano in grado di sorvegliare la sua rete, e quindi di monitorare le comunicazioni dei suoi clienti, in un vasto rapporto pubblicato oggi che è il primo nel suo genere. E' quanto si legge sul Guardian.

Vodafone fa riferimento all'esistenza di un network di cavi che permette ad agenzie di sorveglianza di alcuni governi di ascoltare le conversazioni e, in certi casi, di identificarne la posizione: un sistema che sarebbe largamente utilizzato in molti paesi (l'elenco non è stato reso noto ma l'Italia non è fra questi). In alcuni dei paesi, almeno sei si legge, alla società telefonica viene richiesto di garantire l'accesso diretto.

Nella «maggior parte dei paesi, Vodafone mantiene il pieno controllo operativo sull'infrastruttura tecnica utilizzata per consentire un'intercettazione legale sulla base di una richiesta avanzata in da una agenzia o da un'autorità. Tuttavia, in un piccolo numero di paesi, la legge impone che alcune agenzie e autorità specifiche debbano avere accesso diretto alla rete di un operatore, bypassando qualsiasi forma di controllo operativo da parte dell'operatore sull'intercettazione», si legge nel report di Vodafone dedicato al tema delle leggi e della tutela della privacy in 29 paesi in cui opera. In quel piccolo numero di paesi, si legge nel documento, «Vodafone non riceverà alcuna forma di richiesta di accesso per l'intercettazione».

«In Italia, dove la presenza della mafia richiede una alto livello di intrusioni di polizia - si legge ancora usl Guardian - Vodafone riceve 606.000 richieste di metadati» in un anno, (che possono essere la localizzazione del telefonino indicato, ora e data della chiamata, la persona con cui è avvenuta la comunicazione). Il numero di richieste è «più alto che in ogni altra nazione» dove opera il gruppo inlgese. Complesivamente, si legge ancora sul quotidiano, il numero di richieste di metadati per tutti gli operatori presenti ni Italia è potenzialmente molte volte le oltre 600mila fate a Vodafone, ma il governo italiano non pubblica dati nazionali per i metadati.

“Non è tollerabile che i Governi svolgano un’opera di sorveglianza così massiva, generalizzata ed indiscriminata come quella rivelata dal Rapporto Vodafone”. Lo afferma Antonello Soro, presidente dell’Autorità Garante per la privacy. "Così come non è accettabile che i Governi accedano direttamente alle telefonate dei cittadini, al di fuori delle garanzie previste dalla legge e senza un provvedimento della magistratura. E questo vale innanzitutto per i Paesi europei dove vige un ordinamento rispettoso dei diritti fondamentali delle persone. Quello che a partire dal Datagate sta emergendo a livello globale - sottolinea Soro - è l’assoluta necessità di ripensare e riequilibrare il rapporto tra sicurezza e privacy, spostando il baricentro nella direzione della difesa del diritto al rispetto della persona e quindi della sua libertà e della sua dignità”.

“Va riaffermata l’idea che il rispetto dei diritti fondamentali debba ancora essere una delle principali discriminanti tra i regimi democratici e quelli illiberali. Non si può in alcun modo giustificare - conclude il Garante Privacy - la pretesa di proteggere la democrazia attraverso la compressione delle libertà dei cittadini perché in questo modo si rischia di calpestare l’essenza stessa del bene che si vuole difendere”.

Nelle intercettazioni ed in generale nella raccolta dei dati nella sorveglianza delle comunicazioni è meglio «usare le pinzette invece dell'aspirapolvere». Lo dice la vicepresidente della Commissione europea e responsabile per la giustizia, Viviane Reding, parlando dopo una riunione del Consiglio giustizia in cui «si sono fatti passi avanti» nel negoziato sulla riforma della protezione dati europea.

Reding ha annunciato che i ministri hanno trovato l'accordo tanto per regolare il trasferimento dei dati a paesi terzi quanto per applicare il principio della «territorialità», in base al quale le norme Ue sulla protezione dati si applicano anche alle aziende non europee quando operano nel territorio dell'Unione.

Parlando dell'accesso alle telecomunicazioni indicato nel rapporto Vodafone, Reding ha ricordato che «nella Ue deve essere un giudice ad autorizzare l'accesso ai dati personali dei cittadini e questa regola si applica in tutti i paesi dell'Unione». La vicepresidente della Commissione ha aggiunto che «nel normale lavoro di polizia è importante usare delle pinzette invece dell'aspirapolvere nella raccolta dei dati personali», ma ha riconosciuto che «le questioni attinenti la sicurezza nazionale sono fuori dal quadro».

FONTE: ilmessaggero.it

sabato 31 maggio 2014

Immigrazione, soccorsi e trasferiti in Sicilia circa 3.300 profughi

Immigrazione, soccorsi e trasferiti in Sicilia circa 3.300 profughi

Un vero e proprio esodo verso le coste dell'isola. Impegnate le navi della Marina militare nell'ambito dell'operazione Mare Nostrum. Salvini: "Basta Mare Nostrum, basta morti"

Afflusso inarrestabile sulle coste siciliane. Sono circa 3.300 gli immigrati soccorsi e trasferiti in Sicilia, secondo quanto riferisce la Marina militare.  Nel dettaglio, il rimorchiatore Asso 25 ha soccorso circa 1.300 immigrati e un motopesca al largo di Marina di Ragusa ha tratto in salvo 250 persone. L'Asso ha fatto poi rotta su Pozzallo scortato da nave "Libra" della Marina militare che trasporta altre 450 persone soccorse ieri nel Canale di Sicilia, nell'ambito dell'operazione Mare nostrum. Nella notte oltre 200 migranti sono stati soccorsi a sud di Lampedusa da nave San Giorgio, tra loro, spiega il sindaco Giusi Nicolini che monitora la situazione nell'isola, 29 donne (tre in gravidanza) e 12 bimbi: "Il nostro centro è chiuso e ripartiranno nel pomeriggio". Altri 266 erano già sull'isola. A garantire assistenza ai migranti sono stati i militari dell'Esercito impegnati nell'operazione "Strade sicure".

Sono attesi per oggi a Porto Empedocle altri 37 immigranti soccorsi nel Canale di Sicilia. Intorno alle 14, nella rada della cittadina dell'Agrigentino, arriverà la nave "Euro" della Marina militare con a 530 persone.  Tre ore e mezza più tardi sarà il pattugliatore della Guardia costiera "Peluso" a fare il suo ingresso in porto con 307 migranti. Le operazioni di sbarco saranno coordinate dalla sala operativa della Capitaneria di porto, con l'ausilio delle altre forze di polizia.

Il segretario della Lega Matteo Salvini ha annunciato che andrà in Sicilia per dire no all'operazione Mare Nostrum: "Altre migliaia di clandestini in arrivo in Italia...Basta!!! Quanti altri morti si dovranno piangere? Quanti altri milioni si dovranno buttare via? Tra qualche giorno andrò in Sicilia per dire stop a Mare Nostrum", scrive Salvini sul suo profilo Facebook. Anche il governatore lombardo Roberto Maroni si unisce alla protesta di Salvini:  "Ondata di sbarchi in Sicilia, in arrivo in 3.300. Effetto Mare Nostrum, disastro annunciato". 

FONTE: repubblica.it

giovedì 29 maggio 2014

I SELFIE DIVENTANO D'AUTORE, UN ALGORITMO LI TRASFORMA IN SCATTI ARTISTICI


I selfie diventano d'autore, un algoritmo
li trasforma in scatti artistici

selfie possono diventare delle opere d'autore. Basta unalgoritmo che conferisce anche allo scatto più banale lo stile dei più grandi fotografi ritrattisti come Richard Avedon, Diane Arbus e Martin Schoeller. 
La nuova tecnica di foto-ritocco è stata sviluppata dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston insieme ai colleghi dell'università della Virginia e sarà presentata in agosto in occasione di Siggraph, la più grande conferenza sulla grafica computerizzata negli Stati Uniti. Al progetto stanno collaborando anche gli esperti di Adobe Systems, con l'obiettivo di trasformare l'algoritmo in un'applicazione per smartphone.
 
Il nuovo programma è capace di rielaborare l'autoscatto 'rubandò lo stile professionale ad un ritratto fotografico d'autore in cui il volto del protagonista presenti delle similitudini facilmente combinabili con le nostre (altrimenti si corre il rischio di stravolgere il viso con effetti bizzarri, come la sovrapposizione di rughe sulla faccia di un bambino). Grazie ad un comune software di riconoscimento facciale, il sistema mette in corrispondenza i punti chiave dei due volti (occhi con occhi, barba con barba, pelle con pelle) e trasferisce lo stile desiderato, pezzo dopo pezzo. Il risultato è garantito, visto quanto è stato ottenuto dai ricercatori sperimentando la tecnica su 94 foto prese dal sito di photo-sharing Flickr.
Con questo metodo è possibile ritoccare anche i video: si ottengono risultati decisamente migliori rispetto alle attuali tecniche che, invece del trasferimento su scala locale, usano parametri globali come l'esposizione e il contrasto.

FONTE: leggo.it


mercoledì 28 maggio 2014

Alfano: 40mila migranti sbarcati in Italia da inizio anno


Angelino Alfano

In questi primi cinque mesi del 2014 sono sbarcati 39.538 migranti sulle coste italiane. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, in audizione al Comitato Schengen. Lo scorso anno gli arrivi complessivi hanno toccato quota 43 mila, un numero che sarà presto superato quando ancora deve finire il primo semestre del 2014.

Obbligo di accoglierli «Sulla stima degli arrivi nel 2014 - ha spiegato Alfano - bisogna attenersi alla prudenza, ma la pressione migratoria è molto alta e il trend in crescita». La maggior parte dei migranti che arrivano, ha ricordato il ministro, «chiedono protezione e quindi c'è l'obbligo di accoglierli, ma questo obbligo è dell'Europa non del singolo paese».

I numeri Alfano ha quindi ribadito la necessità di rafforzare Frontex e di spostare in Italia la sede. Sarà, ha osservato, «uno dei temi del nostro semestre di presidenza europea, ci batteremo con forza». Alfano ha poi riferito che i posti dello Sprar (Sistema di accoglienza per richiedenti asilo) sono arrivati a quota 12 mila e tra breve aumenteranno a 20 mila.

Piano nazionale C'è, ha aggiunto, «un piano nazionale di distribuzione dei migranti con la condivisione di Regioni, Province e Comuni». Quanto agli stranieri che abbandonano i centri, per il titolare del Viminale «è improprio parlare di fughe. Si tratta di allontanamenti spontanei dettate dall'esigenza dei migranti di spostarsi in paesi diversi dal nostro». Alfano ha infine rinnovato l'invito alla comunità internazionale «a montare le tende in Africa e fare lì l'accoglienza primaria per queste persone».

FONTE: ilmessaggero.it

martedì 27 maggio 2014

Ucraina, a Donetsk infuria la battaglia I ribelli: almeno cento morti, metà civili Kiev alle milizie: “Arrendetevi o morte”


Persi i contatti con il team Ocse. Putin chiama Renzi: «Sì al dialogo con Kiev». Le salme del fotoreporter Andy Rocchelli e di Mironov torneranno presto a casa

Kiev ha lanciato un ultimatum ai separatisti filo-russi a Donetsk, nell’est del Paese. «Resa o morte», ha spiegato all’agenzia russa Ria Novosti Vladislav Seleznyov, un portavoce del comando che coordina l’operazione «antiterrorismo» lanciata lunedì dal governo ucraino. «Il comando garantisce la sicurezza a coloro che sono disposti a deporre le armi», ha spiegato il portavoce, aggiungendo che chi non si arrenderà sarà «colpito con armi ad alta precisione». Alcune ong russe per i diritti umani, tra le quali il Presidential Council for Civil Society and Human Rights- scrive Itar-Tass - hanno fatto appello per la creazione di corridoi umanitari e garantire l’evacuazione dalla città di «bambini, donne e anziani».  

La situazione nel Paese è rovente. Si contano decine di vittime nelle fila dei ribelli e almeno un centinaio di persone (tra cui metà civili) sarebbero morte secondo i miliziani da lunedì a Donetsk.  
Così Alexander Borodai primo ministro dell’autoproclamata repubblica del Popolo di Donetsk, citato dall’agenzia stampa russa Ria Novosti: «Abbiamo perso 50 miliziani. Molte persone sono rimaste ferite quando l’esercito ucraino ha attaccato due camion che trasportavano i feriti dall’area degli scontri nell’aeroporto. Almeno 15 persone sono morte in questa occasione». A questi si aggiungono circa 50 civili che sarebbero rimasti uccisi quando le truppe ucraine hanno aperto il fuoco contro le milizie filorusse che si stavano ritirando nei distretti residenziali.  

Nel tentativo di riprendere il controllo delle installazioni aeroportuali, le forze leali a Kiev hanno sferrato lunedì un attacco aereo in piena regola, a cui avevano preso parte anche caccia ed elicotteri. E oggi le forze speciali ucraine - fa sapere il ministro dell’Interno Avakov - avrebbero ripreso il pieno controllo dell’aeroporto di Donetsk, che lunedì era stato assalito dai miliziani filo- russi, e hanno distrutto un accampamento delle milizie ribelli nella vicina Lugansk. 

La missione Osce - rende noto l’organizzazione di Vienna - ha perso da ieri sera i contatti con la sua unità a Donetsk. Nell’unità destinata a una missione speciale di monitoraggio, ci sono membri internazionali di cui però non è stata data la nazionalità. Sono oltre 1000 gli osservatori Osce in Ucraina arrivati per monitorare le elezioni di domenica scorsa vinte dal miliardario Petro Poroshenko. Gli osservatori dell’Osce, con i quali non si hanno più contatti, sono quattro, di nazionalità turca, svizzera, estone e danese.  

Sono state recuperate a Kharkov le salme di Andrea Rocchelli e Andrej Mironov, i due reporter uccisi sabato nell’est dell’Ucraina. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, nel corso di un’audizione alle Commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato a Montecitorio. «Le salme saranno trasferite a Kiev, da lì quella di Rocchelli sarà trasferita in Italia nelle prossime ore».  

Mosca, in una telefonata tra il leader del Cremlino Vladimir Putin con il premier Matteo Renzi, ha sottolineato la «necessità di porre fine immediatamente all’ operazione militare punitiva nelle regioni sud-orientali e di stabilire il dialogo pacifico tra Kiev e i rappresentanti delle regioni». 

FONTE: lastampa.it