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mercoledì 5 novembre 2014

Maltempo a Carrara, danni ma nessuna vittima Rossi: “In tre ore è caduta la pioggia di un mese”


Così il presidente della Toscana, tra le regioni più colpite. Esonda il torrente Carrione. Allerta anche in Liguria e Piemonte dove si registrano allagamenti, frane, smottamenti

Il maltempo colpisce ancora una volta l’alta Toscana e il levante ligure. Ma il bilancio più pesante di questa violenta ondata di precipitazioni che sta interessando l’Italia, si registra nella provincia di Massa Cararra. È nella “patria” mondiale del marmo che si registra la situazione più grave. Questa volta il protagonista in negativo è il fiume Carrione, un corso che da monte scende a valle, taglia Carrara, e si getta in mare. L’aumento della portata ha prodotto il crollo di oltre 200 metri di muraglione, invadendo via Argine Destro, ad Avenza, dove si trova la zona industriale. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, arrivato a a Carrara per fare «il punto assieme al sindaco, vigili del fuoco e protezione civile», ha detto che in tre ore sono caduti 177 mml di pioggia; di solito cadono in un intero mese d’autunno».  

Da qui l’acqua ha allagato l’intera area dove vivono, spiegano fonti del comune, non meno di 5000 persone. Marina di Carrara, zona est, risulta così completamente invasa dal fango proveniente dall’alveo del fiume con segherie e impianti di trasformazione del marmo nel bel mezzo dell’esondazione. Incerto il numero di sfollati, mentre si hanno certezze sul fronte delle precipitazioni: in 4 ore sono caduti 200 mm di pioggia e le previsioni non lasciano, almeno per le prossime ore, ben sperare.  

Solo 2 anni fa, sempre a novembre, l’area fu colpita da una terribile alluvione che causò 1 morto e milioni di danni. Il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani, ha firmato 2 ordinanze: con la prima si ordina che tutte le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse e con l’altra che l’uso dell’acqua potabile che esce dai rubinetti delle abitazioni, è vietato fino a nuove disposizioni. Poco più a nord, nel levante ligure a causa delle intense precipitazioni il sindaco di Ceriana, Bruna Rebaudo, ha fatto scattare il piano di evacuazione, in via precauzionale, per una ventina di famiglie residenti. Quaranta le persone evacuate, sempre precauzionalmente, a Genova Nervi, per un muro pericolante. 

FONTE: lastampa.it

giovedì 6 febbraio 2014

Maltempo, a Roma 243 milioni di danni In tutta Italia piogge fino a metà febbraio

Prima stima dei danneggiamenti causati dagli allagamenti del 30 e 31 gennaio. E l’allerta meteo non si ferma. In Veneto chiesto lo stato di calamità naturale

I danni dal maltempo a Roma nei giorni del 30 e 31 gennaio scorsi ammontano a 243 milioni di euro. La stima è stata fornita ed elaborata dal Campidoglio dopo una ricognizione sul territorio. Il 90% dei danneggiamenti riguarda edifici e infrastrutture. Tra i danni subiti da palazzi, strade, acquedotti e fognature sono stati calcolati 222.146.525 euro. Relativamente a problemi idrogeologici la spesa ammonta a 3.713.450 euro mentre altri 12.079.900 euro sono stimati per interventi di rimozione piante, alberi, frane, pulizia fossi e bocchettoni. La voce di spesa aggregata più considerevole riguarda le stazioni e il tracciato ferroviario della metropolitana e aggira intorno ai 46 milioni di euro. Tra le periferie più colpite invece i danneggiamenti maggiori si riscontrano nei municipi X e XV. L’inondazione in zona Infernetto, Ostia e Casal Palocco richiede 5 milioni di euro mentre 2 milioni e mezzo serviranno per ripristinare viabilità a Piana del Sole e un milione e 50mila euro su via di Boccea. «Ringrazio per il lavoro senza sosta tutti gli uffici di Roma Capitale - ha detto il sindaco Marino - in pochissimo tempo sono riusciti a stilare un elenco puntuale dei danni subiti dal territorio. A loro va il mio piu’ sentito ringraziamento per il lavoro eccellente svolto». Mentre continuano a diminuire i livelli dei fiumi a Roma, l’ondata di maltempo nel Resto d’Italia non si ferma.  

CHIESTO LO STATO DI CALAMITA’ IN VENETO  
Per il presidente del Veneto Luca Zaia, la situazione «è devastante». «Abbiamo i danni della neve in montagna, una slavina ha travolto un impianto di risalita - ha ricordato Zaia - tetti che crollano e non sappiamo ancora cosa troveremo quando l’emergenza sarà finita. Dall’altro c’è la preoccupazione del freddo che non arriva, e quindi dello scioglimento delle nevi». Zaia ha ricordato di aver chiesto ieri lo “stato di calamità” e di essere rimasto in contatto con il capo della protezione civile, Franco Gabrielli, «che ho trovato in ufficio ad ora tarda» ha precisato il governatore. Esono pessime le notizie sul fronte meteo per la regione, messa già in ginocchio dal maltempo dell’ultima settimana: secondo gli esperti del sito “3Bmeteo” sono in arrivo altre quattro perturbazioni nei prossimi giorni” Un’anomalia nelle precipitazioni supportata da dati inquietanti: a gennaio sul Veneto, segnalano gli esperti del sito on line, è piovuto fino al 300% in più del normale, mentre nevicate così abbondanti non si registravano sulle Dolomiti dalla fine degli Anni ’70.  

DISAGI IN TUTTA ITALIA  
Durerà almeno fino a metà mese l’eccezionale fase di maltempo su tutta l’Italia: «Altre piovose perturbazioni - spiega Francesco Nucera di 3bmeteo.com - sono attese a più riprese in un contesto più autunnale che invernale». Secondo gli esperti ci sarà un’alternanza di giornate soleggiate e perturbazioni atlantiche che porteranno piogge, acquazzoni e nevicate sui rilievi. Questo andamento coinvolgerà le regioni centro-settentrionali, ma disagi sono previsti anche per l’estremo Sud. 

FONTE: lastampa.it

venerdì 26 ottobre 2012

Partiti i lavori per alzare l'argine del canale Palocco ma Cassandra rovina tutto: tornano i sacchi di sabbia


Mentre il cielo minaccia nuovamente il litorale il Consorzio di bonifica Tevere Agro Romano accelera la realizzazione di opere per la sicurezza idrogeologica all'Infernetto. Ma oggi gli operai si sono dovuti interrompere a causa della pioggia

Avviati all’Infernetto i lavori di messa in sicurezza del Canale Palocco. Ma dopo soli 4 giorni l'intervento si è dovuto fermare. La pioggia di oggi e la nuova allerta meteo per la perturbazione Cassandra hanno bloccato gli operai e l'innalzamento dell'argine dovrà aspettare ancora. I sacchi di sabbia posizionati dalla protezione civile alla scorsa allerta maltempo quindi sono stati prima tolti per aprire il cantiere sulla sponda sinistra del canale e oggi rimessi al loro posto. I lavori infatti non si possono svolgere con il maltempo e quindi per garantire la sicurezza dei cittadini la cortina di sacchi è stata ripristinata. 

Passata questa nuova allerta meteo l’argine sinistro quindi sarà rialzato, grazie all'intervento del Consorzio di bonifica Tevere ed Agro romano. I lavori di difesa della sponda sinistra del canale, nel tratto compreso tra via Ettore Pinelli e viale di Castelporziano, sono a cura del Consorzio di bonifica Tevere ed Agro romano. A darne notizia il laboratorio di urbanistica Labur. I fondi ottenuti per realizzare l'intervento provengono dal finanziamento di 900mila euro stanziato dalla regione Lazio: il lavoro è eseguito in somma urgenza, visto l'arrivo di piogge abbondanti, dalla ditta Eur Costruzioni srl per un importo di 193.487 euro, più 12.661 euro per la sicurezza, come ha comunicato Labur.
Intanto i cittadini dell'entroterra lidense hanno ricominciato a a stare col naso insù, e sperano che stavolta il cielo, o meglio Cassandra, sia clemente. 

Stasera intanto è previsto l'arrivo a Casalpalocco del sindaco Alemanno che interverrà all'assemblea cittadina sui toponimi, le aree ex abusive che aspettano una regolamentazione urbanistica.
FONTE: Silvia Tocci (ostiatv.it)

mercoledì 12 settembre 2012

MALTEMPO. PROTEZIONE CIVILE CAMPIDOGLIO: OSTIA LA ZONA PIÙ COLPITA



La Protezione civile del Campidoglio sta operando dalle prime ore del mattino per far fronte all’ondata di maltempo che sta interessando la Capitale e limitare così i disagi ai cittadini.
Ad Ostia, in particolare, sono state rafforzate tutte le attività di monitoraggio e di pronto intervento, con la concentrazione di uomini e mezzi nelle zone interessate da allagamenti. 
In tutto il territorio del XIII municipio sono state dislocate 15 associazioni di Protezione civile, le unità operative della squadra emergenze del Servizio Giardini e 10 pattuglie della Polizia Roma Capitale. 
Decine di allagamenti sono stati già risolti anche in alcune abitazioni private. In particolare sono stati effettuati interventi a: via del Greco, via Mellano, via Maccari, via Catena, via Gargiulo, via Alaleona, via Olivieri, via Airoldi, via Parisotti, via Stradella, via Mazzuccato. 
Interventi sono attualmente in corso in via Wolf Ferrari nel tratto compreso tra via Silea e via Lotti; in via Agazzi all’altezza di via di Macchia Saponara, sul Lungomare da piazza della Rotonda fino al pontile, in via Giuseppe Borghese, a Casal del Marmo e via Verlieri.

Sorvegliati speciali anche tutti i canali del XIII Municipio dove sono stati attivati presidi di monitoraggio dalla Protezione civile capitolina in collaborazione con il CBTAR - consorzio di bonifica Tevere e Agro Romano.
Nel restante territorio della Capitale si registrano modesti disagi. Mezzi di disostruzione per tombini e fognature sono stati impiegati per favorire la più rapida risoluzione di allagamenti in via Beverino a Boccea, a largo Preneste, a Porta Maggiore, in via Cristoforo Colombo. 
Lo comunica la Protezione civile di Roma Capitale.

FONTE: romanotizie.it

martedì 4 settembre 2012

Bagnoletto, qualche lavoro in corso. Si farà in tempo per la messa in sicurezza idrogeologica?


Ieri il locale comitato di quartiere, preoccupato per l’arrivo della stagione delle piogge, ha effettuato un sopralluogo rilevando che gli interventi di ricalibratura del canale Nuovo Bagnolo non sono iniziati. “Saremo ancora una volta in balia delle nostre paure ombrofobiche?”, si chiedono i cittadini

Bagnoletto – Maltempo, fine estate e temporali. E tanta paura di ritrovarsi con le case allagate, sommersi dall’acqua e dal fango, così come è accaduto lo scorso anno. Perché Bagnoletto, quartiere dell’hinterland lidense, è una delle aree del municipio XIII a rischio idrogeologico. Una delle zone che si allagano, dove i cittadini in diverse occasioni hanno dovuto combattere con il fango ed essere messi in salvo dai vigili del fuoco.



Lo sanno bene i residenti che ieri mattina, dopo l’allerta diffuso dalla protezione civile,  rappresentati dal comitato di quartiere Bagnoletto, hanno effettuato un sopralluogo presso le idrovore e il canale Nuovo Bagnolo per verificare lo stato dei lavori di messa in sicurezza.

Nell’incontro che si era svolto lo scorso 26 giugno  presso la sede del Consorzio di bonifica Tevere e Agro romano tra il comitato e il direttore, dottor Matturro, il funzionario li aveva rassicurati  che i lavori programmati sul canale Nuovo Bagnolo sarebbero iniziati entro il mese di luglio. In particolare si sarebbe provveduto all’abbassamento e al potenziamento delle pompe idrovore, all’ampliamento della vasca di raccolta e alla ricalibratura del canale.

Ma qualche settimana più tardi, il 18 luglio, il comitato aveva ricevuto una nota dal CbTar nella quale si informavano i cittadini che per i lavori sul canale Nuovo Bagnolo “l'impresa ha rinunciato ad eseguire i lavori ed il consorzio sta procedendo con una nuova gara. Nel mese di luglio è prevista l'aggiudicazione definitiva dei lavori”. Questa la comunicazione ufficiale.

“Ieri, a differenza del precedente sopralluogo condotto il 14 luglio dove in effetti non vi era segno di alcun inizio lavori, quello di ieri ha permesso di evidenziare che qualcosa è in corso”, dichiara Alessandro Ieva, presidente del direttivo.

Per la precisione,  è stata realizzata una diga di terra probabilmente per intervenire sulle pompe senza che l'acqua possa creare problemi nella lavorazione. Ci sono inoltre accenni di scavi per l'ampliamento della vasca di raccolta, ma per quanto concerne la ricalibratura del canale non si riscontrano interventi in fase di esecuzione. Il comitato avrebbe piuttosto rilevato il  “bisogno di una manutenzione più accurata visto che proprio nel canale sono presenti materiali che potrebbero ostruire il flusso dell'acqua, tra i quali persino un frigorifero”.

Insomma, degli interventi promessi è stato fatto pochino. “Temiamo che con l’inizio delle piogge questi lavori saranno fermati e ripresi la prossima estate, lasciando ancora una volta i cittadini in balia delle loro paure ombrofobiche”, hanno affermato al termine del monitoraggio. Una paura, quella della pioggia, che in questo caso è purtroppo più che giustificata.


Autore: Maria Grazia Stella (ostiatv.it)