lunedì 16 settembre 2013

Concordia, il relitto si stacca dagli scogli e comincia a spostarsi: via alla rotazione del relitto al Giglio

A sinistra la Concordia in sollevamento. A destra, prima della manovra


La nave si è staccata dagli scogli, fiancata deformata. Al Giglio tv da tutto il mondo, 500 persone al lavoro. Orlando: ci sono le condizioni per chiedere i danni ambientali


È alta circa 4 metri, finora, la parte di Concordia emersa dall'acqua dall'inizio delle operazioni di rotazione. 
È il calcolo 'a occhio' che fanno i tecnici. Gli esperti spiegano comunque che non si tratta di un criterio di valutazione rigoroso, perchè durante l'operazione la nave subisce delle deformazioni. Il criterio scientifico per valutare l'avanzamento dei lavori è quello dei gradi: al momento sono 11.

Ha cominciato a spostarsi il relitto della Concordia. E' iniziata stamani alle 9, con circa 3 ore di ritardo rispetto al previsto per il temporale che nella notte si è abbattuto sul Giglio, la rotazione del relitto della nave della Costa naufragata il 13 gennaio 2012, una tragedia che provocò la morte di 32 persone, due ancora disperse dentro il relitto.

Intorno a mezzogiorno la nave si è staccata dallo scoglio, superando quella che per gli esperti era la fase più incerta. Lo scafo ha già compiuto una rotazione di 3 gradi ed è riemerso di qualche metro. Tutto procede secondo i piani e l'operazione dovrebbe essere conclusa in circa 12 ore. Nessuna criticità ambientale.

Il "parbuckling". Quasi due anni dopo il naufragio, via quindi finalmente al "parbuckling", così viene chiamata l'operazione di raddrizzamento che riporterà in posizione verticale la Concordia e che costerà, secondo alcune stime, circa 600 milioni di euro a carico delle assicurazioni. Cinquecento gli uomini al lavoro. Al Giglio presenti tv da tutto il mondo, 350 i giornalisti sull'isola.

Il relitto si sposta. Come da programma, due ore dopo l'avvio delle operazioni di parbuckling, già lo spostamento della Concordia comincia a essere visibile. La parte che sta emergendo dal mare, circa un metro, è chiaramente distinguibile, per il suo colore scuro, rispetto a quella che è da sempre rimasta fuori dall'acqua. La prima fase delle operazioni è quella del distacco dagli scogli: il relitto poggia su due speroni di roccia che l'hanno in parte penetrato e dai quali lo scafo deve disincagliarsi.

La deformazione nella fiancata. La rotazione della Concordia sta avvenendo «secondo le previsioni» ma dalle informazioni raccolte da strumenti e telecamere la fiancata di dritta, cioè quella sommersa, presenta una «significativa deformazione» che potrà essere verificata meglio solo a operazione conclusa, ha detto il commissario Franco Gabrielli.

Il via al raddrizzamento. «Alle ore 9 il senior salvage master Nick Sloane ha dato l'ordine di attivare i comandi dalla control room posizionata sulla chiatta Polluce nelle immediate vicinanze della prua della Concordia - sottolinea una nota congiunta della Protezione civile, di Costa e di Titan-Micoperi, la società che si occupa del recupero -. Per trasmettere tutti i comandi e ricevere segnali da questa posizione remota, ad esempio attivare i martinetti idraulici, aprire e chiudere le valvole dei cassoni, ricevere informazioni sulla posizione del relitto, sono stati installati due cordoni ombelicali (uno di back up all'altro), ossia cavi che garantiscono il collegamento fra la control room e il relitto».

Il ritardo. Non è stato dovuto a problemi di «carattere tecnico»: il forte temporale che nella notte si è abbattuto sull'isola, infatti, non ha permesso ai tecnici del Consorzio italo-americano Titan Micoperi di effettuare gli ultimi interventi propedeutici al parbuckling: il posizionamento della chiatta con la
control room, la stanza da dove vengono dirette tutte le operazioni in mare, e delle panne antinquinamento.

«Non c'è nessuna preoccupazione di carattere tecnico», ha detto il commissario per l'emergenza della Concordia Franco Gabrielli. «Questa notte - ha aggiunto - il tempo non è stato favorevole, ma tutto è nella norma, tutto è regolare. La sequenza di preparazione è rispettata».

La stima di 12 ore per la durata della rotazione del relitto della Concordia «rimane valida, poi tutto dipende dal comportamento del relitto», ha detto ancora Girotto. L'avvio dei lavori è slittato di circa tre ore «ma la tempistica è la stessa» hanno assicurato i tecnici.

Per far ruotare la Costa Concordia sono utilizzate 56 catene,che passano sotto lo scavo e sono fissate al fianco sinistro del relitto. Ciascuna catena misura 58 metri e pesa 26 tonnellate: un solo anello 205 chili. Ventidue fanno perno sulle undici torri ancorate stabilmente al fondo marino e saranno tese grazie a martinetti idraulici. Trentasei martinetti si trovano anche su nove degli undici cassoni montati sul lato sinistro. Per favorire la rotazione sarà esercitata una forza pari a 23.800 tonnellate.

Per realizzare le strutture del cantiere costruito in questi mesi attorno al relitto sono state impiegate più di 30mila tonnellate di acciaio, pari a quattro volte il peso della torre Eiffel a Parigi. Questo ha dato lavoro a 150 aziende italiane: Fincantieri in testa. I primi ordini sono partiti neppure due mesi dopo il naufragio.

Nel corso dell'operazione è possibile che vi sia il rilascio, dall'interno della nave, di gas prodotti dalla decomposizione dei materiali organici ma al momento non sono stati superati i limiti di emissioni nell'atmosfera, hanno poi spiegato i tecnici della Micoperi. «L'emissione di H2s, cioè di gas prodotti dalla decomposizione di materiale organico è una possibilità - ha detto Girotto -. In ogni caso, abbiamo un controllo costante delle emissioni nell'atmosfera dal quale, al momento, non risulta alcun superamento dei limiti».

I risarcimenti. «Credo che ci siano tutte le condizioni perché» ci sia una richiesta di danni per il disastro della Costa Concordia. Così il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando. Il ministro ha poi precisato che «l'impatto ambientale lo vedremo quando il relitto sarà rimosso. Il ministero farà tutti i passi necessari perché questa quantificazione sia completa e integri un'analisi di ciò che è avvenuto nei fondali».

FONTE: ilmessaggero.it

domenica 15 settembre 2013

Siria, armi chimiche: lunedì rapporto Onu a Consiglio. Cina: "Bene accordo Usa-Russia"


Pechino appoggia i risultati del negoziato di Ginevra tra Kerry e il ministro degli Esteri russo Lavrov. Il segretario di Stato Usa a Gerusalemme per incontrare Netanyahu. L'appello dell'opposizione alla comunità internazionale: "Vietare missili e aerei contro le zone abitate"

L'attesa finisce domani, con i risultati e le prove del rapporto sulle armi chimiche degli ispettori della Nazioni Unite raccolte in Siria. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, dovrebbe presentare lunedì mattina al Consiglio di Sicurezza il rapporto degli esperti Onu. Lo rivelano fonti diplomatiche interne al Palazzo di Vetro.

Dopo l'accordo raggiunto da Russia e Usa su un primo tentativo diplomatico per risolvere la crisi siriana, che comporta la distruzione dell'arsenale chimico di Bashar al-Assad, le grandi potenze sembrano allineate. Il lavoro diplomatico durato tre giorni e portato avanti dal segretario di Stato Usa John Kerry e dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov (VIDEO), anche la Cina ha accolto "favorevolmente l'accordo" di Ginevra. Il ministro degli Esteri Wang Yi lo ha detto nel corso di un incontro col suo omologo francese Laurent Fabius, aggiungendo che questo accordo va a "placare le tensioni in Siria".

"Crediamo che l'accordo quadro allenterà l'attuale situazione di tensione che da un momento all'altro potrebbe essere innescata in Siria e creerà nuove prospettive per risolvere la questione delle armi chimiche attraverso mezzo pacifici", ha ribadito Wang Yi all'inizio degli incontri con la controparte francese Laurent Fabius, in visita a Pechino in un ulteriore sforzo diplomatico con cui tentare di trovare soluzione alla guerra civile siriana. La Francia, che sostiene i ribelli e ha interessi storici e strategici nella regione, ha appoggiato la proposta di una azione militare in risposta all'attacco con armi chimiche che il 21 agosto ha ucciso centinaia di persone alla periferia di Damasco, di cui ha attribuito la responsabilità al regime di  Assad. La Cina, così come la Russia, in precedenza aveva bloccato le risoluzioni che al Consiglio di sicurezza avrebbero sanzionato il regime. Anche Fabius ha definito l'accordo un "passo avanti importante" pur precisando che "naturalmente non risolve tutto e ci sono un certo numero di cose ancora da verificare".

In Siria si continua a combattere e l'accordo non "fermerà Assad", continuano a dire i ribelli. La principale piattaforma dell'opposizione siriana ha chiesto infatti alla comunità internazionale di vietare al regime di Damasco, oltre alle armi chimiche, anche "l'uso dell'aviazione e dei missili balistici contro le zone abitate". Ma il viaggio diplomatico per evitare la guerra è ancora lungo. John Kerry oggi a Gerusalemme incontra il premier israeliano Benjamin Netanyahu, per aggiornarlo sull'accordo e discutere con lui il processo di pace con i palestinesi. La scorsa settimana Kerry aveva incontrato a Londra il presidente palestinese Mahmoud Abbas, volendo vedere i due leader mediorientali prima dell'Assemblea generale delle Nazioni unite, cui entrambi parteciperanno a fine mese. Da Gerusalemme, il segretario di Stato Usa volerà poi a Parigi, dove domani discuterà della questione siriana con il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius e con il segretario agli Esteri britannico William Hague.

FONTE: repubblica.it

sabato 14 settembre 2013

Stupratore in permesso ammazza la sua terapeuta


Svizzera sotto choc, Adeline Morel aveva prelevato l’uomo dal carcere per accompagnarlo a un’iniziativa di recupero sociale: il corpo senza vita trovato alla periferia di Ginevra

Una giovane socioterapeuta scomparsa ieri a Ginevra mentre accompagnava un detenuto 39enne in «uscita pianificata educativa» è stata trovata morta stamane vicino a Bellevue, località nei pressi della città elvetica. Il detenuto, condannato in precedenza a due riprese per violenza carnale, è tuttora in fuga, ha riferito l’agenzia di stampa svizzera Ats. 

Le autorità si sono dette «terribilmente scioccate» per la morte della socioterapeuta, Adeline Morel , madre di un bambino di 8 mesi, secondo quanto riferito dai siti dei media locali. Il governo cantonale ha inoltre annunciato la sospensione immediata di tutte le uscite di detenuti e ed un’inchiesta amministrativa. Ieri, il detenuto, Fabrice Anthamatten, e la socioterapeuta di 34 anni dovevano recarsi al centro equestre di Bellevue, ma non sono mai giunti all’appuntamento. Secondo i siti internet, il cellulare della vittima sarebbe stato localizzato a Basilea. 

Il prigioniero - con doppia nazionalità franco-elvetico - era stato condannato nel 2001 a cinque anni di reclusione per aver stuprato una donna a Ginevra. Mentre si trovava in libertà provvisoria, violento’ - sempre nel 2001 - una seconda donna in Francia, dov’è stato condannato a 15 anni di reclusione, ha precisato l’Ats. 
Dopo aver chiesto di espiare la pena in Svizzera, il detenuto è stato incarcerato nei penitenziari nel vicino Cantone di Vaud e nell’agosto 2012 era stato trasferito nella struttura della Paquerette a Ginevra, situata nel perimetro del carcere di Champ-Dollon e destinata a detenuti condannati a pene pesanti e afflitti da gravi disturbi della personalità. 

La struttura, gestita dall’Istituto di medicina legale degli Ospedali Universitari di Ginevra, ha per missione di insegnare a queste persone a vivere in società. Per il detenuto in questione uno psicologo aveva autorizzato attività psicomotorie con i cavalli. La prima uscita di questo genere si era svolta il 3 settembre senza problemi. Quella di ieri è stata la seconda. La socioterapeuta che lo accompagnava ieri era stata scelta per questa missione per le sue grandi competenze e l’ampia pratica: dal 2007, data della sua assunzione, ha accompagnato oltre 200 uscite. 

FONTE: lastampa.it

venerdì 13 settembre 2013

Al Zawahiri (al Qaeda): attaccare gli Usa sul loro territorio


Il leader del movimento islamico illustra in un audio-messaggio la nuova strategia del terrore


Occorre attaccare, «qui e là», gli Stati Uniti per fiaccarne l'economia e limitarne le enormi spese per la sicurezza: è questa la nuova strategia di al Qaida che, per bocca del suo capo, Ayman al Zawahri, ha lanciato un appello affinché gli Stati Uniti e i loro alleati siano attaccati ovunque. 

Il messaggio audio di al Zawahri. Secondo al Zawahri, che ha affidato il suo nuovo appello ad un messaggio audio, che è rimbalzato sui siti jihadisti, l'economia è «il punto debole dell'America ed essa è traballante a causa di tutte le spese militari impegnate per la sicurezza» degli Stati Uniti. «Per fare restare l'America sotto pressione e in stato d'allerta - ha detto il successore di Bin Laden - occorre qualche attacco qui, qualche attacco là. Abbiamo già vinto la guerra in Somalia, in Yemen, in Iraq e in Afghanistan. Dobbiamo dunque continuare questa guerra sul loro territorio». Nel suo messaggio al Zawahri ha anche invitato gli jihadisti ad agire da soli o in gruppo per condurre questi attacchi «disparati».

L'Egitto. Il leader di al Qaida ha definito un «crimine brutale» il giro di vite del governo egiziano contro la Fratellanza Musulmana e ha esortato la popolazione ad opporsi a ciò che ha definito una campagna contro l'Islam nel paese. Le forze di sicurezza hanno ucciso centinaia di sostenitori della Fratellanza e ne hanno arrestati migliaia, inclusa la maggior parte dei leader, da quando l'esercito ha rovesciato il presidente Mohamed Morsi il tre luglio scorso dopo le proteste di massa contro il suo governo. Centinaia di sostenitori della Fratellanza sono stati uccisi dalle forze di sicurezza il 14 agosto. In un intervento audio diffuso il giorno dopo il 12esimo anniversario degli attacchi dell'11 settembre negli Usa, Zawahri ha condannato l'attacco sottolineando che si tratta di «un episodio di un lungo dramma che aspetta gli egiziani se non si uniranno per attuare la legge islamica della sharia e liberare il loro paese». Zawahri ha aggiunto che gli Stati Uniti stanno cospirando in Egitto e ha esortato gli egiziani a combattere «l'oppressione».

FONTE: ilmessaggero.it

mercoledì 11 settembre 2013

Giustizia, in Commissione alla Camera primo ok al ddl sulla responsabilità dei magistrati


La Commissione Giustizia alla Camera da il via libera al disegno di legge Nitto Palma. Protesta dal M5S

Arriva dalla Commissione Giustizia del Senato il primo via libera al disegno di legge sulla responsabilità disciplinare dei magistrati, che prevede anche il trasferimento d'ufficio.
Il ddl, che prende il nome dal presidente della Commissione Nitto Palma, prevede che tutte le toghe che rendano dichiarazioni che ne dimostrino assenza d'indipendenza, terzietà e imparzialità vengano sottoposti a procedimento disciplinare. Nel disegno di legge anche la perseguibilità disciplinare per i magistrati che mettano a rischio le stesse con mezzi differenti.
Contro il ddl si è espresso oggi Enrico Cappelletti, capogruppo del Movimento 5 Stellein Commissione. Il deputato ha puntato il dito contro "una nuova legge vergogna contro la magistratura" e dichiarato che "in aula sarà battaglia totale".
Alle dichiarazioni di Cappelletti ha risposto lo stesso Nitto Palma, che ha ricordato che "l’intervento normativo di tipo disciplinare sulle dichiarazioni fuori misura rese da parte dei magistrati ai giornalisti era stato auspicato dal Consiglio superiore della magistratura e dallo stesso presidente della Repubblica in uno dei suoi interventi al Csm".
FONTE: Lucio Di Marzo (ilgiornale.it)

lunedì 9 settembre 2013

Decreto scuola, sì del governo: assunzioni e libri meno costosi


Letta: "Dopo anni di tagli torniamo a investire". Assunti 26mila insegnanti di sostegno. Vietate le sigarette elettroniche nelle scuole. Arrivano i libri in comodato d'uso

"Ci interessa ricominciare a investire sulla scuola e l’istruzione dopo anni di tagli perch‚ sono il centro per il rilancio del nostro Paese. Abbiamo messo a punto alcune prime risposte, ne verranno altre".

Il premier Enrico Letta ha salutato con soddisfazione il via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge sulla scuola presentato dal ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza. Tra le novità introdotte la riduzione del peso del costo dei libri di testo a carico delle famiglie e degli studenti, lo stanziamento di 15 milioni di euro per il "welfare dello studente", l’assunzione a tempo indeterminato di 26mila insegnanti di sostegno, la cancellazione del bonus maturità e il divieto di fumare le sigarette elettronicheall'interno degli edifici scolastici. "Dalla scuola - ha spiegato il presidente del Consiglio - riparte il futuro del Paese".
"L’applicazione della Costituzione sul diritto allo studio è all’inizio del nostro provvedimento", ha assicurato Letta lanciando il punto focale del decreto, ovvero il "welfare dello studente". Con uno stanziamento di 15 milioni di euro nel 2014 per"favorire il raggiungimento dei più alti livelli negli studi" e "il pieno successo formativo"degli studenti delle medie e delle superiori, il decreto varato oggi dal governo introduce contributi e benefici in base a tre parametri: l’esigenza di alleggerire la spesa delle famiglie per pasti e trasporti, le condizioni economiche dello studente sulla base dell’Isee e il merito negli studi in base alla valutazione scolastica. Il tutto con un occhio al portafoglio dellefamiglie. Proprio per contenere la spesa per l’istruzione delle famiglie il decreto prevede anche libri in comodato d’uso. Il ministero guidato dalla Carrozza assegnerà direttamente alle scuole la somma di 2,7 milioni di euro nel 2013 e 5,3 milioni nel 2014 per l’acquisto, anche tra reti di scuole, di libri adottati dal collegio dei docenti, o dispositivi per la lettura di contenuti digitali, da concedere in comodato d’uso ad alunni individuati sulla base dell’indicatore Isee.
Per favorire interventi straordinari di ristrutturazione e messa in sicurezza di istituti scolastici, nonché per favorire la costruzione di nuove scuole, le Regioni potranno stipulare mutui trentennali con la Banca di sviluppo del consiglio d’Europa (Bei) e la Cassa Depositi e prestiti. Il decreto legge sulla scuola approvato stanzia, infatti, contributi pluriennali per 40 milioni di euro annui per la durata dell’ammortamento del mutuo, a partire dal 2014.
FONTE: ilgiornale.it

giovedì 5 settembre 2013

Costa Concordia, il recupero che spaventa l'isola


Parte l'operazione per rimettere in navigazione il relitto. I timori degli abitanti del Giglio: può sprofondare a 70 metri

La data definitiva verrà indicata durante un vertice nelle prossime ore. Ma è già iniziato il conto alla rovescia per l'Operazione «Parbuckling» della Concordia. Il termine è intraducibile in italiano, deriva dal nome di un'imbracatura utilizzata per far rotolare oggetti cilindrici su un piano inclinato. Nello specifico sta a indicare la rotazione del gigantesco relitto adagiato da un anno e mezzo nello specchio di mare davanti al porto del Giglio. Gli isolani semplificano: «Quando la metteranno dritta». Semplice solo a dirsi. L’operazione, gestita da Costa Crociere in accordo col Governo e condotta dal consorzio italoamericano Titan Micoperi, è la più complessa mai tentata nella storia dei salvataggi della marina mercantile. Non solo per la stazza della nave, 114 mila tonnellate, ma anche per la difficoltà intrinseca che mira a rimettere in verticale una nave che, tecnicamente, è affondata, e quindi trainarla in un qualche porto, Piombino o Palermo che sia, per smantellarla.

IL RECUPERO - Un’operazione da oltre 500 milioni di euro la cui complessità non è stata completamente svelata da Costa Crociere. La Compagnia non vuole parlare di rischi e di piano B (che pare comunque esistere), cosa che preoccupa non poco i gigliesi. Paure isolane cui si aggiungono i timori che i tecnici avrebbero confessato solo ai tavoli riservati: oltre al rischio di fessurazioni nel relitto ci sarebbe la possibilità che il falso fondale/piattaforma che dovrebbe sostenere per mesi la nave non regga l'impatto con lo scafo. Le colonne di sostegno , infatti, poggerebbero su un granito molto più friabile di quanto si stimasse prima di iniziare i lavori. Nella drammatica eventualità di cedimento del fondale il relitto della Concordia rischierebbe di scivolare oltre il crinale di roccia che lo ha fermato, scendendo a 70 metri di profondità. E lì rimanere. In gioco c’è la stabilità di un fragile ecosistema marino protetto e il futuro di un’isola e di un’intera comunità. Che il progetto riesca o meno, poi, rimangono sul tavolo le questioni legali. I fondi anticipati dal Comune, e che Costa non ha ancora completamente risarcito, e il riconoscimento economico dei danni causati. Una partita che si giocherà a suon di carte bollate e che rischia di durare anni.

FONTE:  corriere.it